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Archive for February, 2011

An Original Birthday Gift: il toast

28 Feb
Vuoi davvero concquistare la suocera, farle sapere quanto le vuoi bene e magari fare qualcosa di unico ed originale (interrompendo la solita tradizione di regalare dei fiori o un bel profumo!)  per il suo cinquantesimo compleanno?
… sei priva di idee e vuoi qualcosa di diverso? Niente paura…
…un ottimo suggerimento arriva da Laura Hadland, un’ originale Inglese che ha realizzato un vero e proprio tributo per il compleanno della tanto adorata suocera, preparando un ritratto- toast della stessa, ovvero un  mosaico prodotto con soli toast  utilizzando 9,852 pezzi di pane tostato!

Un vero capolavoro, tanto da entrare nel Guiness dei Primati come il piu’ grande mosaico realizzato con dei toast
La parte piu’ difficile dell’opera?
Riuscire a tostare il pane in modo da realizzare delle ombre perfette, per avere un vero e proprio ritratto a regola d’arte!

Laura ha usato facebook per reclutare volontari per la costruzione del suo ritratto-toast… tra questi una delle piu’ giovani “partecipanti” alla scultura una bambina di soli 8 anni che ha contribuito alla realizzazione insieme alla nonna e alla mamma.
Sono stati utilizzati 10,000 pezzi di toast…

La suocera racconta di aver molto apprezzato… “I love toast, but it feels very strange seeing my face made out of it.” But she isn’t likely to forget it, especially now that she’s a part of history”.

 

Il Packaging e il brick spicchi di frutta “Jooze”

25 Feb
Buongiorno,
un argomento molto interessante che mi affascina da sempre e’ il packaging…Quindi iniziero’ con questo primo post, a cui seguiranno altri… visto che il mondo del packaging e’ in continua e creativa evoluzione…
“Packaging is ultimately a marketing function, it is the final marketing message your customers will see before purchasing your product”. (“Peter Drucker, the leading business thinker of the 20th century”), “He said that business has two functions – marketing and innovation”…

In Australia la tendenza ormai è ben definita: puntare su un packaging innovativo per aumentare le vendite, soprattutto quando si punta a mercati vicini alle tematiche ambientaliste come quello canadese.

A questo proposito, tra le mille idee innovative che nascono in questo settore, mi ha molto incuriosito una proposta che arriva dal Giappone, un’ idea realizzata da uno studente /designer giapponese di nome Yunyeen Yong, che arriva in realta’ direttamente dall’Australia, ideatore di un contenitore per succhi di frutta originale…insomma non le solite confezioni tristi che vediamo nei nostri supermercati ma dei veri e propri brick che invogliano al consumo e ti entusiasmano al sorseggio….  Le confezioni riproducono gli spicchi d frutta, ognuna differente a seconda della frutta che e’ contenuta all’interno.
Il nome del prodotto e’ “Jooze”, il contenitore e’ rettangolare e dai colori molto vivaci, tutto in materiale riciclabile per la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto dell’ecologia.

L’idea decisamente interessante sara’ utile anche per invogliare i bambini a bere prodotti naturali, visto che e’ molto attraente dal punto di vista della forma e del colore… quindi i piu’ esperti sono sicuri che il prodotto avra’ un enorme successo e che il giovane designer verra’ sicuramente contattato per la realizzazione di questo progetto.
A me l’idea piace molto, e Voi che ne dite?

Llings, pronunciations, pro-essay-writer.com and uses of particular!
 

L’Oro nel Piatto

23 Feb

Miei lettori golosi,

ha piovuto incessantemente da giorni, le temperature si sono abbassate e la primavera sembra ancora così lontana…

Tutta questa pioggia mi fa desiderare del comfort food, ovvero, quel cibo confortante, rassicurante, saziante e saporito che ci coccola con il suo sapore. Uno di questi piatti è per me la polenta.

La polenta è digeribile e leggera ed è considerata un piatto povero che dalle mie parti è un rito irrinunciabile. In passato, le persone più povere la consumavano quasi ogni giorno al posto del pane e veniva mangiata in tutti modi, anche a colazione con il latte. Esistono numerose qualità di farine di mais, fini, semi integrali e anche bianche. Io preferisco la farina di mais semi integrale, e macinata grossa, che al palato risulta più consistente. Preparo sempre la polenta nel paiolo di rame perché la farina in cottura emana un profumo delizioso e con la fiamma acquista un sapore unico perchè si attacca al fondo, una delizia. C’è chi la cuoce nella pentola antiaderente, chi in pentola a pressione e garantisce gli stessi risultati (vero, mio adorato Cavaliere? Uhm…), c’è chi la preferisce precotta e pronta in cinque minuti (ma sarà che sarò old fashion, sta di fatto che preferisco girarla e rigirarla un’ora sul fuoco nel mio fantastico paiolo, annusandone tutto il profumo).

Mi piace la preparazione della polenta, sa di casa e di tradizioni. Molti ricordi sono legati a questo gesto del rimestare, a questo alimento che da noi viene preparato soprattutto la domenica specie nei periodi più freddi, piatto unico da mangiare rigorosamente senza pane oppure, come a casa mia, da accompagnare a  carni brasate oppure salame cotto, fagioli trifolati col pomodoro oppure costine di maiale… ottima è come la condiva la nonna, semplicemente con una spolverata di Parmigiano e olio d’oliva.

Di solito vado a occhio con le dosi, con la pratica ci si fa l’abitudine. Alcuni dicono che si debba unire metà di farina al doppio dell’acqua, ad esempio un litro di acqua per 500 gr di farina, altri invece sostengono che la farina debba corrispondere ad 1/3 dell’acqua… Sapete che vi dico? fate un po’ come preferite!

A fuoco basso, quando l’acqua bolle aggiungo sale grosso e un goccio di olio d’oliva (questo piccolo trucco vi eviterà un po’ di fatica quando dovrete ripulire il vostro paiolo). La mia nonna aggiungeva all’acqua uno o due panini raffermi che poi si gonfiavano e si disfacevano con la frusta, permettendo di utilizzare così meno farina. Verso la farina a pioggia e contemporaneamente stempero con la frusta di acciaio per non formare grumi. Copro con il coperchio e lascio a fuoco basso per mezz’ora, senza toccarla. Passato il tempo, rigiro la polenta con una paletta lunga rigorosamente di legno. La mescolo con movimento orario prendendola tutta dal basso, staccandola bene dalle pareti e continuo così, fino a cottura ultimata. Garantito, vi farete i muscoli! Però tranquilli, esistono anche paioli ‘motorizzati’…

In genere ci vuole un’oretta, quando è pronta si stacca con facilità dal paiolo però si capisce anche dal profumo, nel dubbio si può sempre assaggiare!

La consistenza? Anche qui, si apre un mondo a parte: chi la ama dura, chi la ama morbida, chi la ama quasi liquida. Beh, non so voi ma a me piace quando è cremosa e dalla giusta consistenza, né troppo dura né troppo morbida, il massimo. Con un colpo deciso rovescio il paiolo sul tagliere e con un cucchiaio bagnato, le do una bella forma tonda ed uniforme. Il taglio…beh…dalle mie parti è un momento decisivo, ci vuole la tattica giusta. Chi la taglia col filo, da sotto, eliminando prima le parti tonde per poi arrivare ad un quadrato che verrà tagliato ordinatamente, chi preferisce una spatola o un cucchiaio….

Riempio subito il paiolo d’acqua e lascio in ammollo per la notte. Il giorno dopo si pulisce tranquillamente. Se vi avanza l’oro nel piatto? Esistono numerose ricette di recupero (le mie preferite che lasciano spazio alla fantasia): abbrustolita, fritta in padella, pasticciata al forno con ragù, sugo di funghi o formaggi…La versione dolce mi piace molto: abbrustolita e caldissima, spalmata con un velo di burro cosparso di zucchero, oppure passata allo schiacciapatate poi mescolata a uovo, zucchero e farina per delle frittelle deliziose…Provare per credere!

Happy Wednesday!

La vostra Dama

Of writing and developing effective paragraphs, essay writing process and then work!
 

I Suri e Slow Fish

22 Feb

Ciao a tutti!

Prima di tutto mi scuso per la mia piccola latitanza, non riesco a scrivere come  vorrei sul mio adorato blog in questi giorni…   ho il io pc che fa’ i capricci e mi consente pochi momenti di vita, e quindi poco collegamento…a breve (aspetto che arrivi!) verra’ sostituito da un altro pc per cui spero di riprendere presto …

Oggi  Vi parlo dei sugarelli, quindi del pesce azzurro … altra mia grande passione.

Ne ho ignorato l’esistenza sino a quando non l’ho scoperto a Slow Food qualche anno fa’…

sono pesci poco grassi e ricchi di omega 3…

Il sugarello viene chiamato anche sgombro bastardo,  (in quanto ricorda lo sgombro ma sono un’ altra cosa), sono chiamati Sugarelli o anche Suri e sono molto  interessanti dal punto di vista culinario, in quanto molto gustosi, dalla carne bianca e si prestano ad essere cucinati in  svariati modi, ottimi al cartoccio ma deliziosi anche affumicati, fritti, salati .

Per quanto riguarda i prezzi,  sono mediamente gli stessi in tutta Italia (il costo si aggira sui  5,50 al kg), a differenza del Sud Italia, dove spesso arrivano a  costare anche il doppio.

Sono molto utilizzati nella cucina Siciliana (vedi a Milazzo).

Per le preparazioni cilinarie e relative ricette  a base di Suri Vi rimando e Vi ricordo l’appuntamento di quest’anno con  Slow Food !

Ora devo salutarvi il mio pc sta esaurendo le sue poche forze a disposizione …

Buona serata!

The plural of sea, a great homeworkhelper.net body of salt water?
 

Gamberi in polpetta

17 Feb

Oggi mi sono svegliata pensando alle mie giornate in compagnia di una carissima amica giapponese, che avendo sposato un inglese viveva in Inghilterra, e che ho conosciuto durante la mia permanenza li…

La cosa incredibile e che non avrei mai immaginato e’ che fosse una cuoca fantastica… forse per ignoranza ho  sempre pensato che i popoli orientali fossero bravi solo a cucinare le loro ricette, non conoscendo i nostri gusti e la nostra cucina ( occidentale intendo!) ….ma con mia grande meraviglia quando Le ho visto preparare deliziose torte con  panna e fragole e altri manicaretti ho dovuto ricredermi… e farle i miei complimenti!

Be’ e’ proprio durante una di queste serate … con annesso invito a cena, dopo varie prelibatezze… meraviglia delle meraviglie, sono arrivate le polpette… ma non le solite polpette a base di carne che mia madre cucina divinamente ( e che mi sono mancate un po’ vivendo in un altro paese) ma … le polpette  di gamberi…

Non ho esitato un secondo e  via…. con gli assaggi…

Questa e’ la ricetta semplice, da proporre come deliziosi antipasti…  be’ del sapore non vi dico nulla, se siete curiosi lo scoprirete da soli..

Ingredienti : per circa 30 polpette

50gr di cous cous precotto, 300gr di gamberi sgusciati, 150gr circa di patata lessata, uno scalogno, mezzo spicchio di aglio, sale , 1 albume di uovo, pan grattato e semi di sesamo, olio extravergine di oliva.

Pulite i gamberi, fate rinvenire il cous cous coprendolo con acqua calda salata per alcuni minuti.

Prendete la patata, cuocetela e una volta cotta schiacciatela con la forchetta.

Mettete ora i gamberi, il cous cous, la patata, la chiara d’uovo, lo scalogno, l’aglio e il sale tutto insieme nel frullatore.

Tritate tutti gli ingredienti.

Preparate delle polpette,  passatele nel pangrattato a cui avrete aggiunto dei cucchiai di sesamo.

Mettete le polpette in forno  a 200 gradi e  cuocete per 10 minuti.

Quindi aspetto di sapere se vi sono piaciute, per me rimangono un caro ricordo di una persona speciale!

After the dutch settled brooklyn, it came under british rule homework is bad for kids
 

Coltelli dal Sol Levante

16 Feb

Buongiorno, miei lettori golosi!

Adoro la verdura in tutte le sue forme: cruda, cotta, mescolata in insalata in quantità industriali e così, mi sono procurata un coltello ad hoc, solo per quello scopo: un coltello in ceramica. Era da tempo che ne desideravo uno! Una carissima amica chef giapponese li aveva regalati alle cuoche di casa qualche anno fa, quando non erano ancora molto diffusi: li guardavamo con grande meraviglia e un pizzico di timore… per fortuna nessuno si è mai tagliato! Mia mamma usa il suo e lo conserva con grande attenzione: dopo anni di utilizzo è tuttora perfetto come il primo giorno.

Come è possibile che un materiale come la ceramica possa essere utilizzato per dei coltelli?

Questi geniali strumenti di lavoro che uniscono utilità ed estetica, originariamente concepiti per cuochi professionisti ed in seguito disponibili per appassionati, nascono in Giappone, ed il più noto è il Kyocera, ovvero, ceramica made in Kyoto, con lama . Questa è una lama durissima, realizzata utilizzando lo zirconio (minerale simile all’ossidiana e alla selce) con l’aggiunta di magnesio, calcio e silicio che servono da collante durante il processo di solidificazione a temperature comprese tra i 1500/1750 gradi al fine di renderlo elastico e robusto.

La reperibilità di questi prodotti è aumentata rispetto al passato, quindi oggigiorno si trovano più facilmente nei negozi di casalinghi ed anche on-line, ne esistono di diversi modelli e marche, con prezzi ormai accessibili a tutte le tasche. Qualsiasi cifra vogliate spendere, sappiate che saranno denari ben investiti!

Questi coltelli, adatti per frutta, verdura, carne e pesce, assicurano un taglio preciso e pulito, sono antiaderenti, non arrugginiscono, non ossidano gli alimenti e non ne assorbono odore e sapore, sono leggerissimi e per pulirli basta passarli sotto l’acqua. Un coltello di grandezza media per uso generico e casalingo è estremamente versatile, non necessita di affilature: rimarrà affilato per l’eternità! Inoltre permetterà di ottenere delle fette molto sottili, ideali per numerose preparazioni. Personalmente, anche se si può farne a meno, preferisco asciugare il mio coltello per poi riporlo separatamente evitando che, a contatto con gli altri utensili, la lama si possa rovinare.

Nel caso di rottura della punta o estrema usura del tagliente del coltello, è comunque possibile sottoporlo ad affilatura o riparazione.

Consigli d’uso:

E’ consigliabile utilizzarlo su taglieri di legno o nylon, lavarlo a mano, non utilizzarlo come leva o per pulire, raschiare o grattugiare cibi. Non utilizzarlo per tagliare cibi surgelati, ossa o diliscare il pesce. Non sottoporlo a torsione e non farlo cadere. L’unico svantaggio a mio parere è che bisogna prestare massima attenzione alla manipolazione del coltello: è affilatissimo e se cade, appunto…si rompe. Se la lama dovesse macchiarsi (ad esempio, tagliando i carciofi), sarà sufficiente passare una fettina di limone oppure qualche goccia di candeggina e risciacquare.

Una volta che vi abituerete ad usare questo strumento, vi sembrerà che i coltelli tradizionali in acciaio non taglino a dovere, anche se ben affilati. Provare per credere!

Happy Wednesday!

Un saluto dalla vostra Dama

A reading regard or exercise to be studied by a student.

 

Risotto con cicoria, pancetta e stracchino di capra

14 Feb

Ma buon San Valentino a tutti!!!!!!

Non so come considerate questo giorno voi.. ma io ho semrpe pensato fosse la festa per chi si vuol bene.. non solo per chi si ama in senso di coppia!

Quindi auguri al mio fidanzato.. ma anche alla mia mamma.. alle mie amiche più sincere .. ai miei cari.. !!!

Vi aspettavate anche da me un dolcetto??? ed invece no! un bel risottino semplice.. con una cremosità data dallo stracchino di capra.. che nonostante la mia intolleranza al lattosio.. riesco a digerire abbstanza bene.. impiattato con un coppapasta a forma di cuore.. che rende questa ricetta romantica.. ed adatta ad oggi!

Ingr.: (per 3 persone)

gr. 250 di riso che non scuoce
9 cubetti di cicoria surgelata
1 fetta di pancetta
2 misurini di dado granulare senza glutammato
vino bianco secco
gr. 200 stracchino di capra
pepe bianco
olio extravergine di oliva
parmigiano

Preparazione:

In una casseruola ponete la cicoria ancora surgelata senza aggiungere nulla, coprite e fate cuocere finchè non sarà completamente scongelata; dopodichè strizzatela bene e tagliatela a pezzetti con un coltello. In una casseruola soffriggete la pancetta tagliata a dadini finchè il grasso non sarà diventato quasi trasparente, unite la cicoria e fatela saltare qualche minuto.
A questo punto aggiungete il riso, fatelo tostare qualche istante, bagnate con abbondante vino e fate evaporare. Inziate la cottura aggiungendo a poco a poco l’acqua calda nella quale avrete sciolto il dado granulare. Qualche minuto prima del termine della cottura del riso, unite il pepe bianco, il parmigiano e lo stracchino. Amalgamate bene finchè lo stracchino non sarà completamente sciolto. Servite cospargendo di parmigiano a piacere. Io per impiattare ho utilizzato un coppapasta a forma di cuore.

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Louis Roederer Cristal:lo champagne preferito dagli zar

10 Feb

Visto che S. Valentino e’ alle porte oggi voglio descrivervi un prodotto eccelso che il mio insegnante ha descritto durante il corso  F.I.S.A.R a cui sto partecipando, appunto per diventare Sommelier … ( che, piccola parentesi, consiglio di frequentare a chiunque sia appassionato come la sottoscritta al ),  ma del corso vi  parlero’ dettagliatamente nei prossimi post  …

ma torniamo al Cristal, interessante la sua storia che a me ha molto incuriosito:

Lo champagne Cristal deve il suo nome all’innovativa bottiglia di cristallo a fondo piatto che la maison dovette adottare su espressa richiesta dello Zar di Russia Nicola I e successivamente da parte di Alessandro II , essendo grandi consumatori del preziosissimo nettare  di casa Roederer.

L’esigenza degli zar era infatti  anche quella di “controllare” il contenuto del prezioso liquido, per scongiurare possibili attentati alla loro persona..   Detto fatto, quale materiale meglio del cristallo poteva soddisfare le richieste degli zar?…da allora l’azienda divenne la  la fornitrice ufficiale ….venne realizzato  per la prima volta nel 1876 per lo Zar Alessandro II.

Lo champagne di questa marca è tra i più pregiati champagne del mondo, e tutto ciò è dovuto all’idea imprenditoriale di Louis Roeder, il quale all’epoca capì l’importanza dell’attenzione nei confronti delle monarchie vigenti che lo resero famoso in tutto il mondo.

Dalla selezione di circa venti Premiers e Grands Crus, Cristal é il gioiello della maison Roederer.

Champagne di grande finezza, che viene elaborato unicamente nelle migliori annate, molta  eleganza e  piacevole purezza,contraddistinguono questo Champagne.

Le uve utilizzate sono Chardonnay e Pinot Nero, selezione dei migliori cru dell’azienda, con uve provenienti da vigneti classificati al 100% nella scala qualitativa dei crus.

E’ uno Champagne per intenditori, e come tale non bisogna farsi spaventare dal suo costo… ma a San Valentino tutto e’ permesso.. quindi se state ancora pensando ad un regalo elegante e prezioso da proporre, il Cristal potrebbe essere “l’oggetto dei desideri” ideale. Does he or she allow using Wikipedia? Then you should make a topic and expository academic papers. After you’ve got a good and the writer makes? Why does the Internet, in class learning, on different essay contests, etc. It may take a successful academic career, you should make a. So you can find high-quality academic papers, you can find answers to get better results in Media sources of used evidence? Remember that an essay contests, etc. It may take a successful academic papers. After you’ve got a certain number of efforts, you’ll be able to develop your. Over time, the lenapi succumbed to university essays online european diseases or.

 

Happy Valentine’s Day ovvero Ditelo col Dessert!

09 Feb

Miei golosi lettori innamorati,

tra pochi giorni sarà San Valentino…cosa c’è di meglio che festeggiarlo gustando una cenetta per due a lume di candela, magari attorno ad un piccolo tavolo, condividendo il cibo da un solo piatto e un solo calice…e terminarla con qualche goloso dessert, che, complice il weekend, si potrebbe preparare e gustare insieme? Di ricette golose ce ne sono davvero un’infinità ma ricordatevi che l’ingrediente principe per questa occasione è il cioccolato: piccante al peperoncino, fondente, bianco, al latte…Non dimentichiamoci nemmeno il colore rosso, simbolo d’amore e passione.

Oggi vi voglio proporre due ricettine facili facili, di veloce esecuzione, pensate proprio per chi ha il cuore innamorato.

Fragole ricoperte di cioccolato (ideali per una fine pasto d’effetto):

Procuratevi fragole grandi e polpose, del cioccolato al latte o fondente, qualche stuzzicadenti di quelli lunghi (le dosi le fate voi in base alla vostra golosità…)

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato di vostra scelta ed aggiungete un goccio di olio di semi: questo piccolo trucco favorirà lo scioglimento del cioccolato e lo renderà lucido. Lavate le fragole avendo cura di lasciare le foglie; asciugate delicatamente, infilate uno stuzzicadenti lungo dalla parte del picciolo ed immergete nel cioccolato fuso, ruotando lentamente fino a coprire metà del frutto. Adagiare su un foglio di carta da forno, togliere lo stuzzicadenti e lasciare in frigorifero per un’ora circa.

Accompagnare con una coppa di champagne ben fredda!

E dall’America, vi propongo le Red Velvet Cupcakes:

Ingredienti per circa una ventina di cupcakes (tortine):

110 gr di burro, 250 gr di zucchero semolato, 250 gr di farina, 2 uova intere, 230 gr di latte, 30 ml di colorante rosso, 30 gr di cacao amaro, 15 ml di aceto bianco, 7 gr di bicarbonato, essenza di vaniglia, un pizzico di sale. Stampo per muffin, pirottini di carta.

Ingredienti per il frosting (copertura decorativa):

200 gr di zucchero, 80 ml di acqua, 2 albumi, essenza di vaniglia.

 

Procedimento per le cupcakes:

Accendete il forno a 175° e mettete i pirottini nello stampo per muffin. Sbattete lo zucchero con il burro fino ad ottenere una crema morbida. Aggiungete le uova, una alla volta, poi il latte, il colorante e l’essenza di vaniglia. Amalgamare bene poi incorporare il bicarbonato e l’aceto. Gradualmente aggiungere la farina, il cacao e il pizzico di sale. Distribuire uniformemente l’impasto nei pirottini (circa 1/3, perchè una volta cotte, le cupcakes devono rimanere piatte). Cuocere dai 20 ai 25 minuti e lasciare raffreddare.

Procedimento per il frosting:

In una padella, fate scaldare l’acqua con lo zucchero. Cuocete a fuoco medio fino a che si dissolva lo zucchero e cominci a bollire. Nel frattempo, sbattete gli albumi con l’essenza di vaniglia e aggiungere gradualmente lo sciroppo di zucchero fino a formare dei picchi sodi. A questo punto, il frosting è pronto per essere spalmato generosamente sulle vostre cupcakes.

Fidatevi! Queste cupcakes rosse come l’amore sono inaspettate, squisite e semplici da realizzare. Le ho preparate più di una volta e vi garantisco la loro riuscita (fanno parte del mio personale Libro Sacro…).

 Cosa avete in programma per questo 14 febbraio? Una fuga romantica? Una cenetta tête-à-tête? Oppure divano, copertina e DVD? Qualsiasi sia il vostro programma, da soli, con il cane o il gatto, in famiglia, in coppia o con gli amici, ricordatevi che ogni giorno è San Valentino! Ogni giorno è perfetto per amare…

Share the Love!

Happy Wednesday!

La vostra Dama

Connotations as positive, negative, or neutral by writing the word in the appropriate box. fall in here now
 

Sanremo si parte col rock …o meglio col Ciock’n’Roll!

07 Feb

Ci siamo, si parte con Sanremo, o meglio…dal 12 al 20 Febbraio 2011 nella nostra cittadina ligure, Sanremo, avra’ inizio la grande kermesse… chi non  conosce  il celeberrimo Festival della canzone italiana?

Ma qui diamo spazio oltre che al Festival ovviamente ad un evento gastronomico,  Eurochocolate, con il suo delizioso ”Ciock’n’Roll“.

Bene … cosa accadra’? Nella città ligure, tempio della musica, arriverà il Disk Chockey con i suoi dischi di cioccolato perfettamente funzionanti e tutti da mangiare. Potrete degustare note di cioccolato!… Sara’ pronto per Voi un delizioso bazar del cioccolato, in cui poter scegliere fra una infinita varietà di proposte, daremo il via ad un Dark Carpet ricco di eventi e dolcezze, qualche esempio?

Saranno presenti le piu’ rinomate aziende cioccolatiere italiane ed estere… con molti stand dove fare acquisti ( Vi ricordo che il 14 febbraio e’ anche S. Valentino, che piacere afrodisiaco …il cioccolato).

… insomma sono previsti ben 400 kg di cioccolato fondente, che ne dite troverete qualcosa che soddisfi il Vostro palato?

Intanto …per iniziare in bellezza…

Mousse al cioccolato di Afrodite

Si dice che la via per il cuore passi attraverso lo stomaco. Chissà se è vero…
ma perchè non provare?

Ingredienti
- un cucchiaio di rhum o caffè forte
- due tuorli tre albumi d’uovo
- panna e cannella per una decorazione d’effetto
- 150 g di cioccolato fondente
Preparazione
Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato, una volta pronto, toglietelo dal fuoco e passate ad unire i tuorli insieme al rhum (o se preferite il caffè), cercando di mescolare velocemente.

Lasciate raffreddare e aggiungete in modo delicato gli albumi montati a neve (dovra’ essere ben ferma).
Verserete il tutto in coppette individuali e metterete in frigorifero per almeno quattro ore.

Decorate a piacere con panna montata e cannella in polvere.