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Archive for March, 2011

Food on the road ovvero le nuove avventure della Dama

30 Mar

Buona giornata a tutti i miei lettori golosi!

Questo weekend è stato dedicato all’inaugurazione del nostro camper che mi ha portata a riflettere su come ci si organizza e quello che si mangia quando si è in viaggio, lungo o breve che sia.

Ci vuole un pizzico di praticità quando si è fuori casa, cercando di ottimizzare il poco spazio a disposizione. Abbiamo fatto le spese acquistando alcune cose fresche da consumare nell’immediato, dando però  la preferenza ad alcuni elementi non deperibili da lasciare con tutta tranquillità in camper, ad esempio, e tisane, caffèzucchero in bustina (pratico ed igienico, evita di diventare un blocco unico con l’umidità), sale fino e sale grosso, spezie (peperoncino, aglio in polvere, pepe), olio, pasta di grano duro, lattine di pomodoro, tonno. Abbiamo preferito orientarci su alimenti pratici per il nostro piccolo viaggio di tre giorni: pane fresco per la colazione, yogurt, burro in piccoli panetti monoporzione, marmellata monouso, affettati, bocconcini di formaggio, parmigiano già grattugiato per una pasta veloce per evitare di portare utensili che tengono posto, snack salati.

Una buona colazione può bastare per iniziare la giornata al massimo; durante le ore di viaggio è bene bere abbondante acqua, o caffè, sgranocchiando qualcosa di salato come grissini, pane o crackers oppure frutta fresca, magari preparata a casa in precedenza, già pulita e conservata in un contenitore, tenuto al fresco nel frigorifero. Una volta pronti per la cena, dopo aver guidato tutto il giorno, si può cercare un ristorante ovviamente! ma dato che ci piacciono l’avventura e l’autonomia, è possibile preparare cibi semplici in modo veloce, massimo una mezz’ora per ottimizzare l’utilizzo delle bombole: da una buona pasta o un risotto, da succulenti bistecche o salsicce alla pizza in padella (l’impasto, naturalmente, sarà stato preparato a casa). La pentola a pressione è un’ottima alleata per dimezzare i tempi di cottura, ce ne sono di tutte le misure e la si può usare per quasi tutto! Preparare e a seconda della necessità, surgelare in precedenza, ad esempio, verdure crude o cotte, un buon minestrone, il ragù o un sugo di pomodoro permetterà di essere autosufficienti per qualche giorno, soprattutto se si preferisce raggiungere luoghi isolati. E’ bene quindi pianificare la durata del viaggio, organizzarsi un minimo da casa,  fare la spesa di conseguenza.

Siamo riusciti soltanto a farci una bella colazione: purtroppo un guasto elettrico ci ha costretti a tornare verso casa…

Vi terrò aggiornati per le eventuali avventure culinarie on the road e sugli assaggi dei prodotti tipici della nostra bella Italia!

Voi come vi organizzate quando siete in viaggio?

Happy Wednesday!

La vostra Dama

 

Il mojto versione primaverile

28 Mar

Ciao ragazzi/e,

oggi ho voglia di bermi un mojto.

Per iniziare descriviamo il nostro mojto :

COME COCKTAILS SI FA DIRETTAMENTE NEL BICCHIERE:

prendiamo il lime lo tagliamo a fette (mezza luna), la nostra mentuccia (se e’ selvatica  ancora meglio) e con lo zucchero di canna pestiamo il tutto con il nostro pestino.

Prendiamo il nostro ghiaccio lo spezziamo dentro il bicchiere e per finire invece della soda mettiamo la lemonsoda..

E’ fantastico provatelo…

me lo saprete dire!

aaaaaaaaaaaaa dimenticavo la nostra decorazione sara’

il nostro rametto di mentuccia..

ricetta molto semplice, vero?!

Ciao a tutti e Buon Mojto !

 
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Tacchino giallo con bastoncini arancioni

28 Mar

Ciao a tutti,

ecco una semplice e veloce ricettina per bimbi curiosi.

Sono mamma di un bimbo di quasi 3 anni, e ho capito quanto è fondamentale la fantasia, con accostamento dei colori e composizione del piatto.

I bimbi imparano cosi a conoscere tutti gli alimenti in maniera gustosa e giocosa.

Ingredienti :

Fesa di tacchino quanto basta, 2 carote, patate lesse a rondelle, sale, zafferano, acqua.

Procedimento:

Tuffare le carote intere e sbucciate nell’acqua bollente. Appena sono morbide ma sode, le lascio raffreddare. Taglio le carote a bastoncini.

In precedenza ho preparato delle patatine lesse. Le taglio a rondelle.

Nel frattempo taglio il tacchino a strisce, piccoli straccetti, e lo faccio rosolare in padella con poco olio.  A questo punto aggiungo le carote a bastoncini con le rondelle di patate. Aggiungo sale e lo zafferano sciolto in una tazzina d’acqua.  Faccio rosolare per pochi minuti.

Verso nel piatto disponendo sotto il tacchino giallo e sopra i bastoncini di carota con patate.

 

Corso di cucina con mise en place Pasquale

24 Mar

Ciao a tutti,

il giorno 16 aprile, chi fosse interessato, puo’ partecipare al Corso di Menu’ Pasquale e relativa Mise en place  presso la Carli .


Il menu sara composto da:

-muffin di carciofi, menta e yogurt

-ravioli di ricotta e spinaci con rosso d’uovo

-costolette di agnello alla “villeroy”

-uova pasquale

Io personalmente abbinero’ i piatti a vini liguri Carli, e descrivero’ la mise en place con una sorpresa nel centro tavola.

Chi fosse interessato o ha voglia di farsi una gita vi aspetto all’ Emporio carli dalle 12 alle 15 di sabato 16 aprile.

Un saluto a tutti!

 

Anche i cocktails cambiano col tempo

24 Mar

Ciao ragazzi,

Oggi Vi racconto la storia originale del mitico Long Island Iced Tea un cocktail  della categoria “most popular”.

Il mitico long island iced tea ha avuto nella sua storia una variante:

La ricetta del long island e composto da quattro distillanti chiari, da un liquore arancio, succo di limone, coca cola.

Misceliamo i nostri distillati:

il countreau, il succo di limone, versiamo il tutto nel nostro bicchiere, (il bicchiere, elemento molto importante…deve essere un Highball ), e completiamo con la coca cola.

Highball Glass

Prima del 1982 il cocktail era composto solo da tre distillati che erano wodka gin, rum chiaro, il liquore cointreau, e dalla mitica coca cola.

Se uno di noi andava in America o nei mitici bar all’interno delle navi gli veniva proposto il Texan long island iced tea, fatto con la ricetta originale con in piu’ la tequila .

Provatelo!

 
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Illusione o realtà? ovvero, il Food Styling

23 Mar

Miei affezionati lettori golosi,

ahhh! come mi piacciono le fotografie di cibo sulle riviste, sui libri di cucina…Ogni volta che sfoglio la mia rivista preferita, mi viene l’acquolina in bocca! Mi piace la luce morbida che avvolge i piatti, mi piacciono le consistenze dei diversi cibi che il fotografo è stato in grado di esaltare: la croccantezza di una sfoglia, il colore di una fetta di cipolla appena tagliata…se ne colgono l’umidità, la freschezza, se ne può quasi sentire il profumo…Mi viene sempre voglia di provare tutto! E’ innegabile che il cibo sia una costante fonte di creatività, essendo ricco di colore e di textures diverse che, combinate tra loro, generano risultati sempre nuovi ed interessanti.

Un’intera troupe di esperti è dietro a quest’arte relativamente recente chiamata food styling, ovvero quella capacità costituita dal senso artistico ed estetico per la composizione dei piatti. Il cibo è tra i soggetti più difficili da fotografare. E’ una legge di Natura: il cibo si raffredda, si asciuga, gli alimenti surgelati si scongelano con facilità sotto i riflettori, le verdure appassiscono e la frutta si ossida… La sfida è di fotografare il cibo facendo sì che questo dia l’idea dell’appena fatto, dell’appena tagliato; deve apparire attraente ed appetitoso, come se fosse appena uscito dal forno, dalla pentola, oppure tolto dalla griglia…e subito appoggiato sul piatto, pronto per essere gustato. Il cibo è reale, preparato da chef professionisti che sviluppano la ricetta ma viene ritoccato e abbellito per poter apparire al meglio in fotografia. Il set è piccolo, un piano d’appoggio di colore neutro oppure lastre di vetro lucide e trasparenti. Lo sfondo può essere di carta colorata, oppure una composizione di oggetti che concorrono per far apparire la pietanza ancora più appetitosa. Vengono utilizzate macchine fotografiche che effettuano incredibili ingrandimenti tramite lenti specifiche. Alcuni cibi rendono meglio se fotografati dall’alto, altri di lato, altri di ¾… La luce può essere quella naturale, da una finestra o artificiale tramite riflettori e schermature. Si cerca di cogliere l’attimo particolare, si deve essere veloci: una goccia che scende, un’imperfezione… Suggestioni che raccontano la storia di un piatto da realizzare. I puristi, come me, prediligono le foto di cibo al naturale, non ritoccato,  mentre ad esempio ci sono, come in ogni campo, i trucchi del mestiere perciò, a volte non è tutto come crediamo. Gli americani sono arrivati all’estremo, soprattutto nelle pubblicità (riviste patinate, ristoranti, recensioni, libri di ricette)….

Alcune curiosità a riguardo:

Le costolette arrostite sono dipinte con vernice per legno o lucido da scarpe marrone per ottenere quel bel colore che ce le fa immaginare succulente; lo sciroppo dall’aspetto dolce e denso è sostituito da olio per motori…Tacchino e pollo arrosto sono ritoccati con pennellate di coloranti alimentari…i semini di sesamo sugli hamburger sono incollati manualmente con le pinzette…Il latte nei bicchieri? Colla, yogurt o panna…Il gelato? Purè di patate o strutto. La glicerina è utilizzata per far sembrare tutto fresco e succoso; viene spesso mescolata all’acqua per essere vaporizzata su bicchieri o verdure, per dare l’illusione che siano state appena sciacquate. Per portate fumanti, è utile il fumo della sigaretta oppure bastoncini di incenso posti dietro gli alimenti. Oppure, per rendere appetibile ed abbondante un prodotto surgelato, come ad esempio la pizza, ingredienti freschi vengono aggiunti per la cottura. Per ottenere abbondanti piatti di pasta pieni fino all’orlo è sufficiente creare una base di spugna sintetica, per intenderci quella utilizzata dai fioristi. Per una zuppa ricca di verdure ben visibili in superficie, basta aggiungere delle biglie ed il gioco è fatto!

L’illusione che diventa realtà…

Ora ditemi, chi, come me, è affascinato dal food styling?

Happy Wednesday!

La vostra Dama

 

Quiche con patate, alici piccanti e zucchine

22 Mar

Chi non conosce la quiche lorraine? è una torta salata tipica della cucina francese preparata con una base di pasta brisée e farcita con uova sbattute con panna (a volte sostituita col latte), pancetta e formaggio (emmenthal o groviera)…

Ad oggi le varianti di quiche son infinite.. e son dettate il più.. dalla fantasia di chi le prepara… come questa che vi propongo oggi.. e che tra l’altro è la mia 1° Quiche!!!!! :-D

L’unico problema per gli intolleranti al lattosio potrebbe essere la pasta brisée.. in quanto fatta con il burro… ed è proprio per questo che io vi presento la versione all’olio di oliva! :-D

Questa ricetta è nata dal perfezionamento di una mia base per torte salate all’olio di oliva con i preziosi suggerimenti di una mia amica foodblogger Sara del blog  “di pasta impasta“.. a lei devo l’utilizzo di acqua fredda (al posto di quella tiepida) ed il riposo della pasta nel frigo! Questa brisée è morbida per nulla stopposa.. provatela!!!! :-)

Ingr.: (per uno stampo da diam. cm. 28)

Per la brisée:
gr. 250 farina antigrumi (in alternativa 00)
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di lievito per torte salate
gr. 50 olio extravergine di oliva
gr. 100 di acqua fredda

Per la farcia:
5 patate (circa gr. 500)
insaporitore per patate
2 zucchine
olio extravergine di oliva
sale
pepe bianco
gr. 90 di alici piccanti
2 uova
1/2 bicchiere di latte delattosato (meno dello 0,1% di lattosio)

Preparazione:

Preparate la brisée: in un robot da cucina mettete tutti gli ingredienti ed impastate fino ad ottenere un composto omogeneo che si stacca dalle pareti. Fate una palla, avvolgetela nella carta oleata e ponetela in frigo per 30 minuti (se non avete un robot da cucina, impastate gli ingredienti in una ciotola).
Nel frattempo che la pasta riposa mettete le patate nel microonde con tutta la buccia e cuocete alla max potenza per 10 minuti circa (se non avete il microonde, lessatele). Sbucciatele, schiacciatele, unite l’insaporitore ed un goccio di olio ed amalgamate bene.

Tagliate le zucchine a julienne, ponetele in una padella con un pò d’olio, sale e pepe bianco e fate cuocere per circa 10 minuti.

Riprendete la brisée, stendetela con le mani su uno stampo per crostate ben unto d’olio alzando i bordi e bucherellate il fondo con una forchetta.

Distribuite le patate schiacciandole bene. Sistemate le alici con il loro sughetto e ricoprite il tutto con le zucchine.

In una ciotola sbattete bene le uova con il latte, un pizzico di sale ed uno di pepe e versate sul composto. Ripiegate i bordi ed infornate in forno caldo a 180° per circa 30 minuti o finchè non vedrete che la brisée si sarà ben dorata. Fate intiepidire e servite

 
 

CHURROS

21 Mar

Ingredients:

200 ml water, 35 gr. sugar, 2 gr. salt, 30 ml vegetable oil, 200 gr flour

oil for frying, 100 gr sugar, 5 gr ground cinnamon

Instructions:

In a small saucepan over medium heat, combine water, 35 grams of sugar, salt and 30 ml of oil. Boil and remove from heat.  Combine the flour until the mixture becomes a ball.

Heat oil in a frying pan or a deep fryer to 190 ° C. based. Put strips of dough into the hot oil using a syringe for cakes (pastry bag). Fry until they are golden; Drain on paper towels.

Add sugar and cinnamon. Roll the churros in the mixture of sugar and cinnamon.

Filled, straight churros are found in Cuba (with fruit, such as guava), Brazil (with chocolate, doce de leite, among others), and in Argentina, Peru, Chile and Mexico (usually filled with dulce de leche, but also with chocolate and vanilla). In Spain they have a considerably wider diameter to allow for the filling. In Uruguay, churros can also come in a savoury version, filled with melted cheese.

In Spain, Mexico, and Argentina, they are available in cafes for breakfast, although they may be eaten throughout the day as a snack as evident in Nicaragua. Specialized churrerías can be found in the form of a shop or a trailer during the holiday period. In Colombia they can be found in the streets but they are thin and shaped like a ring.

 

Benvenuto al Nostro autore: Il Barman della Nazionale

20 Mar

Ciao a tutte/i!

Come anticipato qualche giorno fa, un nuovo autore ci fara’ compagnia su Thegustibus… come avrete visto, ci ha gia’ dedicato qualche post davvero molto interessante…

Per cui Benvenuto al Nostro nuovo autore Roberto Marioli… scopriamolo insieme…Roberto Marioli e’

Docente Area Food & Beverage (Istituto Ligure Alberghiero “Miretti”)

Coordinamento catering & banqueting

Barman AIBES

Barman della Nazionale


Se volete consigli, suggerimenti, informazioni sulla preparazione di cocktails, preparazione drink e long drinks, servizio, Mise en place e molto altro, scriveteci…

Roberto Marioli

Docente area food & beverage

Coordinamento Catering & Banqueting

Barman AIBES
 

L’esperimento della domenica

16 Mar

Miei cari lettori golosi,

la domenica è in genere il giorno in cui mi lascio tentare dai peccati di gola e quella appena trascorsa (purtroppo ancora umida e piovosa!) è stata destinata ad un progetto che io ed il mio Cavaliere avevamo in mente di realizzare da molto tempo: preparare il burro chiarificato.

Di certo lo avrete già sentito nominare, lo si usa spesso in cucina sia per preparazioni dolci che salate, basti pensare alla cotoletta alla milanese o alla pasta sfoglia. Chi non è d’accordo nell’affermare che la frittura è la cottura più deliziosa che esista? Sappiamo anche che non è molto salutare ma una volta ogni tanto si può fare, giusto? In questo post ho parlato in generale degli oli e di quelli migliori per friggere, l’olio di arachide e l’olio di oliva, quest’ultimo il migliore. Si può friggere anche con burro chiarificato: è adatto alle alte temperature avendo un punto di fumo molto basso ma è decisamente più calorico perchè  è soltanto massa grassa. Infatti, durante la chiarificazione, il burro perde tutta l’ acqua e la caseina. Il risultato nelle preparazioni è unico: tutto è più saporito ed i cibi sono deliziosi, di  una croccantezza unica.  Destinazione: i veri peccatori della tavola. Se ne usa la metà rispetto alle dosi consuete al posto dello strutto o dell’olio e si conserva in frigorifero molto a lungo, circa il doppio rispetto al burro tradizionale.

Come si ottiene il burro chiarificato? Non è per nulla difficile, si tratta solo di portare pazienza per un’oretta, anche meno. Abbiamo acquistato 500 gr di burro comune di bassa qualità (abbiamo costatato che i risultati – riguardanti aspetto, profumo e sapore – sono gli stessi anche se si utilizza un burro di qualità superiore), lo abbiamo tagliato a tocchetti e lo abbiamo messo in un contenitore resistente alle alte temperature (una ciotola di acciaio, o un pentolino più piccolo). Senza mescolare, lo si fa sciogliere a bagno maria, facendo attenzione che non entri acqua e che non si creino bolle. La fiamma deve rimanere bassa e costante. Mano a mano che la schiuma costituita dalla caseina, si agglomera e sale in superficie, la si toglie con un cucchiaio. Poco alla volta, il burro ora completamente sciolto rimarrà senza schiuma, l’acqua sarà evaporata e si avrà un liquido di colore giallo grano, dall’aspetto torbido. Dopo circa venti o trenta minuti, si vedrà distintamente la caseina depositata sul fondo e il liquido diventerà sempre più chiaro e trasparente. A questo punto, è arrivato il momento di versarlo nel barattolo filtrandolo con un panno di lino per evitare i residui di caseina sul fondo o schiuma rimasta sui bordi. Il burro chiarificato una volta raffreddato e rappreso si conserva in un barattolo di vetro, in frigorifero. Su 500 gr di burro solido, lo scarto è bassissimo, circa del 20%. Il suo profumo è molto intenso, con una nota dolce e cremosa.

Non si usa tutti i giorni, ma per quando si ha voglia di un sapore speciale…

In India, il burro chiarificato è il ghee (o ghi), reperibile in Italia nei negozi etnici con il quale si realizzano deliziosi dolcetti, frittelle, pollo, riso… Per la medicina ayurvedica, il ghee migliora l’appetito e la digestione, favorisce la chiarezza mentale, l’intelligenza e la consapevolezza di sé; se applicato sulla pelle si può utilizzare come rimedio per herpes, eritema, prurito, psoriasi, ragadi, infiammazioni.

 

 

 

Per curiosità ed approfondimenti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Ghee ;http://en.wikipedia.org/wiki/Ghee ; http://www.albanesi.it/dietaitaliana/BLU/Articoli/86pfumo.htm; http://www.associatedcontent.com/article/28850/ghee_nutrition_benefits_of_the_indian.html

Happy Wednesday!

La vostra Dama