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Archive for September, 2011

Dessert light? sì, si può!

28 Sep

Bentornati miei lettori golosi!

Quest’oggi vi propongo una ricettina facile che più facile non si può! e naturalmente, anche molto economica rapida da realizzare perchè la cottura avviene in padella e non in forno, come normalmente si fa. Non ho resistito alle  pesche favolose che vendono al mercato settimanale e così, con l’acquolina in bocca, mi è venuta voglia di pesche ripiene. Cosa c’è di meglio di un po’ di dolcezza per incamminarci nell’autunno? Le pesche si trovano fino ad ottobre, quindi cosa aspettate?

Pesche ripiene (ingredienti per 4 persone):

4 pesche gialle sode di misura media, 50 gr amaretti, 1 cucchiaio cacao amaro, 1 manciata gocce di cioccolato (facoltativo)

Lavare e asciugare le pesche, togliere il picciolo. Tagliarle a metà, togliere il nocciolo e svuotare con lo scavino o un cucchiaino avendo cura di tenere almeno 5 mm di spessore. Mettete la polpa della pesche in un frullatore ed unitevi 50 gr di amaretti, 1 cucchiaio di cacao amaro e quando è tutto tritato, se volete, una manciata di gocce di cioccolato per avere una gradevole consistenza. Riempite la cavità del frutto fino ad esaurimento ingredienti. Adagiate le pesche in una padella nella quale avrete messo un goccio d’acqua. Cuocere con coperchio a fuoco basso, per circa 20 minuti. A fine cottura, guarnire con un amaretto e servire tiepido o freddo.

Ottimo dessert leggero, senza zucchero e senza grassi! Ideale per rimettersi in forma senza rinunciare al gusto. Ehm… erano così buone che ho scordato di fare la foto…

Enjoy!

Happy Wednesday!

La vostra Dama

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Mortaio, Pestello et Voila’… Monsieur Pesto

21 Sep

Ciao a tutti,

primo di tutto… questo post partecipa al contest intitolato
“?”
Il contest di , e 

Piccola premessa visto che si parla proprio di Pesto:

Pochi sanno che a Genova dal 2007  esiste Il Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio… di cosa si tratta…??

Allora… 100 concorrenti, provenienza ogni parte del mondo, dovranno cimentarsi nella preparazione del mitico pesto genovese usando solo e dico solo pestello e mortaio, sembra facile ma non lo e’!!! Gli ingredienti sono fondamentali nella preparazione di un ottimo pesto genovese e vi assicuro che l’impresa e’ tutto tranne che facile! …

L’evento richiama persone da tutto il mondo, anche perche’ come ogni edizione, ci sono le gare eliminatorie nelle quali bisogna impegnarsi parecchio per poter poi essere scelto e partecipare alla gara vera e propria, che si terra’ ufficialmente quest’anno il

17 Marzo 2012 a , come tutti gli eventi precedenti, proprio qui a Genova…(e io ci saro’ per curiosare anche quest’anno, come gli anni precedenti!)

Tutti possono partecipare, professionisti o semplici amanti della cucina tradizionale.

Ma torniamo a noi…sarebbe troppo banale, postare qui la “vera” ricetta del pesto genovese,  quella che potrebbe farci vincere il Campionato…;)

: ) per cui affidiamoci al Mortaio di marmo e al Pestello di legno, che  sono gli attrezzi tradizionalmente usati per preparare il Pesto Genovese, per presentare un’ altra ricetta, in questo caso Siciliana… sto parlando della ricetta del Pesto alla Siciliana (quella che mia suocera usa per preparare il suo mitico Pesto …)

Ingredienti:
Aglio profumato ( circa due spicchi )
Pomodori da sugo succosi (n.3)
Basilico profumato
Ricotta fresca ( 260 grammi )
Pinoli e mandorle (una manciata)
Olio extravergine d’oliva
caciocavallo grattuggiato

Tutti gli ingredienti devono essere lavorati nel mortaio:

Prima di tutto pestate aglio e basilico, poi a poco a poco aggiungete i pinoli, le mandorle (dimenticavo il sale, ne basta 1 cucchiaio di quello grosso), aggiungete a questo punto i  pomodori, senza buccia, la ricotta il formaggio e continuate a pestare… aggiungete per finire l’olio.

Importante: Si  pesta il Basilico con un dolce movimento rotatorio del pestello sulle pareti. La lavorazione deve terminare nel minor tempo possibile per evitare problemi di ossidazione.

A questo punto il vostro Pesto alla siciliana e’ pronto!

p.s.nei prossimi post …alcuni segreti del Pesto Genovese !

Ovviamente ognuno ha i suoi segreti nella preparazione del pesto, sia a Genova che in Sicilia…

Buon appetito! Copy each word a few times and underline the problem area cheap custom writing service

 

Un classico in famiglia

21 Sep

Buongiorno, miei lettori golosi!

Se stasera non sapete cosa preparare per cena, ho la soluzione per voi: polpette. Un classico rustico che non passa mai di moda ed è sempre gradito. Ne esistono di numerose interpretazioni personali e regionali: con la carne, con le verdure, affogate nel sugo di pomodoro…Oggi vi propongo una ricetta a me molto cara alla quale sono legati molti ricordi. E’ un piatto unico di facile esecuzione, alcuni ingredienti li avrete già in casa, e come tutte le ricette tramandate in famiglia è pratica e gustosa. Se avete del pane di qualche giorno che vi avanza, non buttatelo: questa è l’occasione buona per usarlo. In cucina non si butta via niente! Potrete tranquillamente congelare le polpette ancora da cuocere per una di quelle sere in cui non saprete cosa preparare e saranno pronte in pochi minuti.

Ingredienti (per circa 25 polpette):

450 gr pane grattugiato, 3 uova intere, 100 gr mortadella, 2 spicchi d’aglio, 50 gr di burro, 2 cucchiai di prezzemolo tritato (fresco o surgelato), 2 cucchiai di Parmigiano grattugiato, sale, pepe, noce moscata.

Procedimento:

In una ciotola capiente, mettere il pane grattugiato, la mortadella tritata, il Parmigiano, il prezzemolo, le uova, sale, pepe e noce moscata. Impastare velocemente con le mani. Nel frattempo, in un pentolino, fate dorare nel burro l’aglio tritato finissimo. Versare nel composto di pane grattugiato. Eventualmente, se l’impasto dovesse risultare troppo asciutto e slegato, aggiungere dell’acqua che avrete fatto intiepidire nello stesso pentolino del burro. Formare delle palline uniformi e appiattirle con le mani; passare quindi le polpette ottenute su un piano spolverato di pane grattugiato e dare una forma rotonda (8 cm).

In una padella ampia, fate sciogliere a fiamma moderata una noce di burro con 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva. Quando il burro è spumeggiante, adagiate le polpette e lasciate cuocere fino a che si è creata una bella crosticina croccante e dorata.

Accompagnare con una bella insalata fresca o delle verdure grigliate e del vino bianco leggero. Sono ottime anche fredde mangiate in un panino con pomodoro e maionese.

Enjoy!

E voi? avete una ricetta personale per le polpette?

Happy Wednesday!

La vostra Dama

 

Una terra per veri gourmand (parte 2)

14 Sep

Buongiorno miei affezionati lettori! Eccomi con la seconda parte del mio tour gastronomico per le vie di Bretagna e Normandia. Continuiamo il nostro viaggio goloso!

Il sale di Guérande e il mitico fleur du sel:

Non lasciatevi impressionare dal suo colore che potrebbe anche essere grigiastro, il mio preferito. La costa nord occidentale della Loira Atlantica, di origine celtica, è ricca di marais salant (paludi saline). Progressivamente, per merito delle frequenti e forti maree, dalla combinazione di sole, acqua di mare e vento, si è depositato questo sale. Viene raccolto a mano dai paludiers da giugno a settembre con l’ausilio di un las, una sorta di rastrello dalla forma rettangolare. Il fior di sale, ma io lo chiamerei piuttosto ‘fiocco di sale’ per aspetto e consistenza, ingrediente preferito di molti chef locali, preso così com’è o acquistato già pronto con alghe o in miscele di aromi adatti a carne, insalate, pesce è ottimo. Ne basta una minima quantità, sotto i denti rimane croccante e piacevole esaltando il sapore e la qualità della materia prima. Se state progettando un viaggio in Bretagna, non lasciatevi sfuggire l’occasione di una visita alla città fortificata di Guérande. Il prodotto acquistato sul posto è garanzia di originalità e di…prezzi competitivi.

Il sidro e la birra:

Vi ricordo che la Bretagna è l’unico pezzo di Francia dove non si è produce vino. Le piantagioni di mele da sidro sono numerosissime, si vedono di frequente lungo la strada ed i frutti si riconoscono essendo più piccoli e sodi rispetto alle mele comuni e ne esistono più di mille varietà. Ogni microregione ha le proprie, così si produce sidro dalle diverse sfumature di colore e gusto. Per quanto ci riguarda, abbiamo assaggiato due tipi di sidro: quello brut e quello demi sec. E’ un’esperienza da provare almeno una volta se si è in Bretagna ma non è un prodotto che mi sentirei di consumare abitualmente, a meno che non accompagni la galette.

Grazie alle sue radici celtiche, in Bretagna si produce la birra. Vi dico già, è artigianale e costosissima… dalla bionda fermentata, alla bianca, ce n’è per tutti i gusti. Troverete ottime birre locali, ognuna diversa dall’altra, in ogni paesino che visiterete.

I frutti di mare:

Non possono mancare i frutti di mare che qui sono i protagonisti, grazie alle lunghe coste, ma anche i granchi di Saint-Malo e gli astici di Quiberon. Imperdibili le moules frites (cozze e patatine fritte) piatto tipico bretone. Le cozze sono più piccole delle nostre, meno limacciose, il guscio appare a striature bluastre iridescenti ed il frutto è piccolo e saporito. Scalogno a tocchetti, abbondante burro salato e una spruzzata di Calvados, fanno di questo piatto un assaggio unico ad un prezzo davvero modico (11 €).

Un consiglio: non fermatevi al primo ristorante che propone moules frites senza prima averne adocchiato le porzioni, le quali possono variare da locale a locale.

E per finire…la pasticceria ed i dessert:

Per un’esperta e golosa come me in fatto di dolci, ci sarebbe da scrivere un’intera enciclopedia a riguardo. La pasticceria francese è davvero unica e non si può negare che i francesi siano dei veri maestri in questo. Non me ne vogliano i nostri bravissimi pasticceri italiani che in quanto ad abilità e fantasia sono imbattibili… Come dessert, imperdibili il riso al latte, ma irrinunciabile è la crêpe alle mele o composta -di mele-, burro e caramello al burro salato, oppure semplicemente guarnita di  chantilly e caramello. Ed ancora macarons artigianali, chouquettes (bignè vuoti con granella di zucchero), frutta candita

Per tutti i golosi all’ascolto: qui troverete un sito davvero completo; una pasticceria self-service dove c’è l’imbarazzo della scelta, diffusa per tutto il territorio nazionale.

Avete viaggiato anche voi in queste bellissime regioni della Francia? Allora, condividete la vostra esperienza con noi e lasciate un commento.

Happy Wednesday!

La vostra Dama

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Una terra per veri gourmand (parte 1)

07 Sep

Miei cari lettori, eccoci ritrovati dopo questa lunga pausa estiva.

E’ già settembre ed il nostro consueto appuntamento settimanale è già arrivato.  Il tempo vola,  e sebbene le temperature siano gradevoli e le giornate ancora calde, nell’aria c’è già qualcosa  che preannuncia la dolcezza dell’autunno, una stagione che con i suoi colori induce a rallentare i ritmi e a riappropriarsi di una dimensione più intima, più interiore.

Oggi voglio parlarvi delle bontà che ho gustato in Bretagna e Normandia ma le cose da dirvi sono talmente tante che ho deciso di suddividere  questo articolo in due  puntate di lunghezza accettabile.

Una parola su tutte: calorie! Di questo siate certi. Ebbene, non potete fare un viaggio in Francia senza mettere in conto che è tutto squisito e burrosissimo…

D’altronde, come sottrarsi? Assaggiare le specialità regionali è uno dei grandi piaceri che un viaggio riserva. La cucina della Bretagna è casalinga, semplice e saporita, a base di prodotti locali freschissimi e di stagione. Ottimi l’aglio, le patate, i carciofi, le insalate, le cipolle, i legumi… Sulla strada, si vedono molti contadini che vendono i loro prodotti ai passanti, e spesso si leggono piccoli cartelli per la vendita diretta dalle fattorie. La Normandia predilige l’uso di burro salato, panna e formaggi a pasta molle. Ottimi i frutti di mare e la carne.

La galette:

La galette si gusta soprattutto in Bretagna. E’ una crêpe salata molto sottile, preparata con il blè noir o sarrasin, il grano saraceno, che risulta gradevole e saporita, croccante in superficie, un po’ più consistente rispetto alla crêpe, sua sorella dolce. Le farciture, oltre alla più tradizionale con prosciutto o formaggio e prosciutto, prevedono molti altri ingredienti decisi, come uovo o Rochefort e noci oppure formaggio e sabois, quest’ultima una composta di cipolle marinata nel sidro dolce, preparazione simile alle nostre cipolle di Tropea. Il gusto salato del formaggio bilancia quello agrodolce delle cipolle ed una coppa di sidro preferibilmente demi-sec  completa il tutto.

Consiglio: mangiate dove vanno quelli del posto. Magari dovrete allontanarvi dalla pazza folla, ma la soddisfazione del vostro successo sarà pari alla bontà del piatto gustato.

Un ottimo riferimento lo potrete trovare qui. L’ambiente è molto gradevole e ben curato, il servizio veloce e cortese.

Fromages:

Naturalmente morbidi e puzzolenti! Tutti prestigiosi e forniti di AOC – Appellation d’Origine Contrôlée – per garantirne l’originalità. Famosi sono quello di Livarot, Pont L’Évêque e Camembert. Gli appassionati non potranno rinunciare a questi formaggi normanni a pasta molle, da far maturare secondo le proprie preferenze.

Cosa troverete nelle boulangeries:

Fermatevi in una qualsiasi boulangerie patisserie, persino quelle dei più piccoli paesi sperduti, e troverete ottimi pani e baguettes, da finire rigorosamente in giornata per gustarne tutta la freschezza. Numerosi i dolci tipici: alle mele, al burro e caramello, eclaires alla vaniglia o alla mousse di cioccolato, flan di crema pasticcera, far Breton (soffice flan alle prugne), kouign amann (torta di pasta lievitata al burro e zucchero, caramello o mele) croissants declinati ogni volta secondo il gusto del pasticcere ma sempre da svenimento. Semplicemente indimenticabili. Ricordate che in Francia, pane e dolci vengono venduti al pezzo e non a peso. Scoprirete che con meno di 5 euro, potrete acquistare una quantità incredibile di ottimi prodotti.

Il caramello al burro salato:

A questo punto, dire Bretagna e non parlare del caramello al burro salato è un’eresia! Era giorno di mercato  e così, ho acquistato 5 piccoli assaggi di caramello preparato artigianalmente. Le proposte erano le seguenti, in diverso formato: al naturale, alla vaniglia, alla nocciola, al caffè e al cioccolato fondente. Li ho assaggiati tutti ma devo dire che il mio preferito è  sempre quello classico senza aromi aggiunti. La consistenza è molto morbida, quasi liquida, il sapore non è stucchevole che raschia la gola e ti fa venire voglia di bere subito dell’acqua… Anche qui, l’equilibro tra dolce e salato è davvero gradevole, un connubio che se vi piace diventa una vera dipendenza!

Se vi va, ecco la ricetta, da provare a casa:

Per 200 gr:

Ingredienti:

100 gr di zucchero, 30 ml di acqua, 100 gr di panna liquida, 15 gr di burro salato.

Procedimento:

Tagliare il burro a cubetti e scaldare la panna in una piccola casseruola a fuoco medio.  In un altro pentolino, fate scaldare l’acqua con lo zucchero e mescolare finchè si scioglie. Portare ad ebollizione, smettere di mescolare, lasciare scurire. Aggiungere la panna calda tutta in una volta e mescolate con la frusta per un paio di minuti a fuoco medio. Spegnere ed incorporare il burro salato. Mescolare e fare raffreddare. Il caramello si addenserà.

Ottimo sulle crêpes con ciuffi di chatilly oppure come farcitura insieme a mele fresche tagliate a tocchetti.

Enjoy!

….e per la seconda parte, stay tuned!

Happy Wednesday!

La vostra Dama

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