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Archive for the ‘Cibi d’Acqua’ Category

Il pesce fresco? All’Aeroporto … of course!

11 May

In una Europa sempre piu’ divisa dai nazionalismi quello che ci unisce e’ … “il pesce”! Fresco, ovviamente. La moda e’ stata lanciata anni fa nella pur sempre swinging Londra dove “Caviar  House & Prunier” presiede tutti I terminal. Ad ogni giorno della settimana e ad ogni ora e’ possiblie gustare ostriche e frutti di mare freschissimi. Del resto tutte le merci fresche transitano per gli aeroporti, per cui quale posto migliore dove gustare queste fresche leccornie appena sbarcate?

Oltre ai frutti di mare e’ possible assaporare i migliori salmoni affumicati e, dulcis in fundo, se avete un portafogli “grasso” (o “grosso”) … anche il miglior caviale russo.  Il tutto “innaffiato” da bollicine: champaigne a Londra, Prosecco in Italia.

Ebbene si, anche in Italia, precisamente a Roma (Aeroporto di Fiumicino, o Leonardo Da Vinci) e’ possible gustare il pesce freschissimo. La meta obbligata e’ al Terminal 2 (il vecchio terminal B) dove campeggia Frescobaldi. La scelta e’ leggermente inferiore a quella di Londra ma potete gustare un ottimo piatto di crudi di mare e ostriche, il tutto condito con il nostro gustosissimo olio Toscano. Alla fine non resisterete al pane e olio finale, a degna conlcusione di un pasto che doveva essere “light”. Per dissetarvi vi consiglio il Proseco millesimato Frescobaldi. Un bicchiere di intense bollciine che vi faranno “volare in alto”.

Buon viaggio e buon appetito!

Peter

 

Oggi andiamo a Cetara a trovare la Colatura di Alici

07 May
Colatura di alici di Cetara

Colatura di Alici di Cetara

7 Maggio 2010

Continua il nostro viaggio attraverso i prodotti tipici della tradizione gastronomica.
Oggi andiamo a Cetara dove si produce l’inimitabile e fantastica Colatura di alici.
Prodotto legato alla storia e alla tradizione di un piccolo borgo della costiera Amalfitana, Cetara appunto, terra di pescatori.
La colatura di alici prodotta a Cetara, seguendo i disciplinari slow food, vanta una lunga tradizione.
Gia’i monaci benedettini inserivano le alici con il sale in contenitori in legno una volta dismesso il vino, lasciandole maturare al sole,sino ad ottenere un liquido, raccolto progressivamente nei barilotti.
La colatura di alici ha assunto negli ultimi anni un’importanza sempre più rilevante, in quanto e’un prodotto essenziale da utilizzare in molte ricette…grandi chef del panorama internazionale la utilizzano nella preparazione dei loro piatti.
La colatura di alici, che esalta la sapidità delle pietanze, ha una vastissima possibilita’di impiego.
Si puo’ utilizzare per condire le verdure cotte, in particolare con le bietole, le scarole o la borragina. Ideale con la pasta e le zuppe di legumi, squisita con i cerali quali il farro.
Un’unica accortezza non fare come me!!!La prima volta che l’ho usata ho salato l’acqua :) , con cui far bollire la pasta, ho scoperto poi essere un terribile errore in quanto la colatura e’ gia’ molto sapida. :) … ma mi dicono… che sbagliando si impara… quindi la seconda volta non e’ piu’ successo!

Linguine con pomodorini e colatura di alici”, e vi assicuro che preparare il piatto senza la colatura non lo valorizza rispetto all’uso di quest’ultima, la colatura arrichisce il piatto rendendo piu’ aromatico e gustoso.Il piacere che provo ogni volta che gusto piatti utilizzando la colatura e’ quella di sentire il mare, i suoi prodotti e i suoi profumi in un unica sensazione… che vi suggerisco almeno una volta di provare.

 
 

Cenerentola & C. ai fornelli, ovvero Le fiaboricette!

27 Apr


Domanda come avvicinare i bambini al cibo e ai fornelli ? Quanto puo’ essere buona una mela se raccontata? Le fiabe ci accompagnano da sempre, chi non ha mai sentito parlare di Biancaneve, Cenerentola e cosi via…Be’ scopriremo cosa cucinano…Un bel libro e’ sempre un utile strumento per avvicinare i piu’ piccoli (e non solo!) al cibo…. siete mai chiesti cosa fece Cenerentola quando, tornata dal ballo, vide sparire la bellissima carrozza e si ritrovò con una grande zucca? Be’.. Si mise ai fornelli per preparare dei gustosi manicaretti con tutta quella zucca…

Tutto cio’ per suggerirVi la lettura di un un libro, a mio avviso davvero interessante dal titolo “Il fagiolo magico e altre fiaboricette” di L. Limone…Originale rivisitazione gastronomica delle fiabe classiche più amate, insomma quelle che raccontavano le nostre nonne e che iniziano con “c’era una volta”…
Fantastico anche perche’ il libro propone anche, dopo ciascuna favola, tante vere ricette da preparare con e per i bambini di ogni famiglia.
Il libro e’ adatto a bambini e giovani dai 5 ai 15 anni… ( se solo utilizzato come narrazione anche prima, ma se volete cimentarvi con i piu’ piccoli nell’elaborazione delle ricette l’eta’ consigliata e’ a partire dai 5 anni…soprattutto per evitare di ripulire da cima a fondo la Vostra cucina!!!)
Illustrazioni di Walter Bini

 

- “Bisogna bere per ricordare e mangiare per dimenticare”. Ovvero la cucina immorale…

12 Apr

La cucina come luogo di ricerca non solo puro nutrimento ma luogo di puro piacere… luogo di investigazioni…

ebbene si queste idee, probabilmente spinta dall’idea di novita’ e forse complice la Primavera…

mi hanno fatto pensare a Carvalho che potremmo definire un gran gourmet che si occupa di investigazioni, un detective del piacere…

che cerca di spiegarsi la vita mediante le sue passioni gastronomiche, sia come cuoco che come consumatore.

Pepe Carvalho,del grande scrittore Manuel Vázquez Montalbán ci porta in un mondo in cui la passione per la cucina è palese e manifesta.

Cucina per impulso, a seconda del suo stato d’animo, e quasi sempre cerca una compagnia “complice per mangiare” quanto ha cucinato trasformando la sua cucina in un luogo non solo di divertimento e fantasia, ma anche di conoscenza e di riflessione critica sulla vita.
Montalbán attraverso il detective Pepe Carvalho si batte per la difesa della diversità gastronomica,realizzando e proponendo piatti con insoliti accostamenti di vini e alimenti.. Dal sottile umorismo di un ecclettico gourmand Vi propongo un’insolita Ricetta…ma davvero deliziosa per un efficace dopo Pasqua!

La coda di rospo all’arancia.
(Manuel Vasquez Montalbàn – Le ricette di Pepe Carvalho)
Ingredienti :

1 kg e mezzo di coda di rospo (la Ventresca va benissimo!)
2 cucch.di prezzemolo tritato
4 spicchi d’aglio
sale
zafferano
3 arance dolci e 1 piu aspra
1 cucchiaio farina
e per finire olio evo

Per il contorno :
5 carciofi
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
sale e olio evo
1 spicchio d’aglio
Dopo aver pulito i carciofi gliati a fettine sottili dovrete immergerli in acqua con il limone.

Intanto in una padella scaldate l’olio insieme all’aglio che avrete precedentemente schiacciato.
Aggiungete i carciofi e cuocete a fiamma viva, devono rimanere belli croccanti.
Aggiungete il sale e il prezzemelo tritato.

Spremete intanto le arance, e lasciatele in posa.
Togliere la pelle e tagliate a fette il pesce.
Cuocerle in una casseruola con olio ben caldo.Mettete in un tegame una volta pronte.
In una padella,a parte, soffriggere gli spicchi d’aglio tritati finissimi.
Quando saranno ben dorati aggiungere il prezzemolo pestato nel mortaio e buttare tutto insieme nella casseruola col pesce, insieme al succo delle arance e il sale. Mettere sul fuoco.
Dopo qualche minuto di ebollizione si pesta lo zafferano e lo si mescola, diluite il tutto accuratamente con un po’ d’acqua, si unisce al pesce e lo si lascia cuocere pochi minuti.
Va servito con i carciofi croccanti.

Ho usato la pescatrice perché Carvalho lo usa molto spesso.
Tratto da “Le ricette di Pepe Carvalho”, ed.Feltrinelli.

Non si sa di nessuno che sia riuscito a sedurre con ciò che aveva offerto da mangiare; ma esiste un lungo elenco di coloro che hanno sedotto
spiegando quello che si stava per mangiare” (Manuel Vàzquez Montalbàn)