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Archive for the ‘Cibi di Fuoco’ Category

The Magic of Spices

08 Jun

Buongiorno, miei lettori golosi!

Oggi vi propongo un libro che risale a qualche anno fa ma che continuo a rileggere senza stancarmi perché il suo mistero e la grazia della narrazione mi catturano ogni volta. La letteratura indiana sa comunicare i complessi meccanismi dell’anima con precisione e delicatezza; li rende comprensibili  mentre si dipanano in spirali che portano il protagonista ad una maggior comprensione della vita e di sè stesso, mentre il Destino si rivela.

Tilo è un’ abilissima maga delle spezie che trova, grazie alla sua sapienza ed abilità, un rimedio per i problemi di ogni cliente che varca la soglia della sua polverosa bottega. Seguiamo le sue vicende, leggiamo e ricostruiamo la sua storia, gli avvenimenti incredibili che l’hanno portata a diventare ciò che è ora. Ogni capitolo, mentre la narrazione si evolve,  è dedicato ad una spezia ed ai relativi  poteri curativi secondo l’antichissima medicina ayurvedica.  In questo libro ambientato ad Oakland in California, troviamo una nostalgica atmosfera di altri tempi che sa di sapori lontani ed affascinanti, dove sfila una carrellata di personaggi commoventi ed indimenticabili,  e l’aria è satura di profumi misteriosi: curry, basilico, coriandolo, cannella…

Tilo la maga circondata da un’aura di mistero, imprigionata in un corpo che non le appartiene poichè le è stato imposto, tormentata da quello che è e quello che potrebbe essere, divisa tra il desiderio di essere una buona maga e vivere una vita normale per poter far innamorare di sè il suo Americano…

Se volete catapultarvi in un mondo dove i sogni hanno un significato, i simboli sono importanti e gli avvenimenti non sono casuali, se volete conoscere il lato misterioso e magico delle spezie, se volete stupirvi ed innamorarvi…

La maga delle spezie, di Chitra Banerjee Divakaruni

http://www.einaudi.it/libri/libro/chitra-banerjee-divakaruni/la-maga-delle-spezie/978880617318

Anche se è sempre meglio il libro, ecco una clip del film:

http://www.youtube.com/watch?v=f9UNsfddLqE

Buona lettura dalla Vostra Dama

Happy Wednesday!

 

Gustare la Storia

04 May

Eccoci qui, miei golosi lettori!

Domenica scorsa aspettando che arrivasse definitivamente il caldo, ho approfittato di un giorno di tempo instabile con sole, nuvole grigie, pioggerella e vento freddo per cucinare un sostanzioso e saporito piatto di carne…poi questa ricetta volevo prepararla da tempo e non vedevo l’ora di assaggiarla! la carne era in freezer e sapete anche voi che gli alimenti congelati sono comodi ma meglio consumarli entro breve tempo. Vabbè, avrete capito che ho cercato a tutti i costi di mettermi ai fornelli per preparare qualcosa di speciale…

Oggi vi propongo un piatto storico ed interessantissimo, che risale al 1420. In origine, la ricetta consisteva nei pezzi meno pregiati della carne, quelli duri e i ritagli, da ricoprire con il pepe e da mangiare con tanto pane per togliere il sapore piccante e riempire lo stomaco dei numerosi artigiani assistenti del Brunelleschi, alle prese con la costruzione della Cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze. Agli scarti e alla carne economica, il Maestro preferì un bel pezzo di carne pregiata, aggiungendo alcuni ingredienti per rendere il piatto più ricco. Si dice che venissero preparati due ‘cocci’: uno per le maestranze e uno per il Maestro, nella stessa fornace dove venivano cotte le tegole per la cupola.

Ingredienti per la Peposa del Brunelleschi (4 persone):

1 kg di muscolo o cappello del prete legato senza aromi, 1 bottiglia di buon Chianti classico, 2 cucchiai di pepe nero in grani, 4 o 5 spicchi d’aglio in camicia, un paio di peperoncini, sale grosso, abbondante olio d’oliva di qualità (1/2 bicchiere).

Se avete una pentola di coccio dove far cuocere la carne, sarebbe meglio perché questo materiale conferisce un ottimo sapore alle pietanze. Prima di tutto, accendere il forno a 140°/150°. Fare scaldare l’olio con l’aglio in camicia, i peperoncini e il pepe. Quando i sapori cominceranno a sfrigolare, rosolare bene la carne e salare. Nel frattempo, fate scaldare il vino (mezza bottiglia oppure 3/4) per fargli perdere la nota alcolica e per non procurare uno shock termico alla carne, poi versarlo nel coccio, coprire con alluminio e infornare per 3 ore. A metà cottura, girare la carne un paio di volte.

Passate le 3 ore, lasciare riposare per 30 minuti. Schiacciare gli spicchi d’aglio e i peperoncini, tagliare la carne a fette e fate scaldare a fuoco vivo, nel sugo, per 10’-15’.

 

Presentazione: le fette si adagiano sul pane abbrustolito. Anche la polenta non ci starebbe male. A voi la scelta. Innaffiare la gola con del Chianti oppure con un altro vino rosso di vostro gradimento, adatto agli arrosti e ai brasati.

Variante in pentola a pressione:

I tempi di cottura chiaramente si riducono, infatti, basta un’ora a fuoco bassissimo. L’ideale sarebbe lasciare riposare la carne per qualche ora, meglio se consumata il giorno dopo.

Questo piatto diventa sempre più buono con il passare dei giorni. La carne, affettata sottile, è ottima sia calda che fredda.

Happy Wednesday!

La vostra Dama

 

Sul concetto di afrodisiaco

04 Aug

Quanto è vero il vecchio adagio delle nostre nonne che recita che per arrivare al cuore di un uomo bisogna passare dal suo stomaco! Niente di più esatto. Infatti cosa c’è di più attraente per un uomo di una donna che in cucina sa il fatto suo? e se siete state sedotte da un uomo che per voi ha cucinato beh, allora capite cosa voglio dire. Osservare un uomo impegnato in cucina che si muove con gesti sicuri e sapienti è, per quanto mi riguarda, una delle esperienze fra le più afrodisiache che abbia mai provato.

Poco importa cosa venga preparato perchè è l’atmosfera quella che conta.

Ebbene, per quel nostro primo fine settimana insieme, il Gentiluomo Goloso scelse senza incertezze. Qual’è il modo migliore di comunicare amore se non attraverso il pane? Alimento di base, domestico, confortante, semplice ma, se si desidera scavare più a fondo, archetipico, simbolico e profondamente complesso.

Avevamo bevuto qualche coppa di champagne ben freddo; mi sentivo leggera, rilassata, al sicuro e felice. La radio trasmetteva una romantica canzone americana degli anni ’50. Fuori, l’oscurità era limpida ed immobile, illuminata da qualche timida stella. Ero accanto a lui in cucina e lo osservavo mentre con occhio pratico misurava gli ingredienti: farina, acqua, olio, lievito e sale. Ero ipnotizzata dai movimenti delle sue mani eleganti e sicure. Mentre attorno a noi l’aria si saturava di un intenso profumo, avevo l’assoluta sensazione che con il suo gesto lui volesse trasmettermi un preciso messaggio, ovvero: sono in grado di prendermi cura di te e di nutrirti.

Una focaccia fragrante di forno, profumata, con la superficie leggermente salata e il bordo croccante di olio d’oliva fu il nostro unico pasto quella sera… Fui sorpresa dalla perfetta alchimia di sapori e consistenze che saziandomi, riempivano il mio cuore di gioia.

In seguito a questa mia esperienza, ho capito che non esiste il potere afrodisiaco di un certo cibo in particolare. Ogni cibo può essere afrodisiaco; sono le circostanze, i gesti, l’atmosfera, i nostri sensi, il nostro stato d’animo in quel momento a renderlo tale. 

 

 

L’aglio del diavolo PRESIDIO SLOW FOOD e l’aggiàa.

19 May
garlic book

Garlic Book

L’aglio del diavolo …e si’!! visto che la leggenda narra che questo aglio rosso sia nato dall’impronta lasciata dal diavolo mentre si accingeva a lasciare il paradiso terrestre….
E’ un prodotto tipico delle mie parti la Liguria, precisamente e’ nato ad Imperia, nell’Alta Valle Arroscia (entroterra di Albenga), ed e’un aglio con la A maiuscola… allora avete indovinato?
Nooooo…Qualche altro indizio…e’ uno di quei prodotti che la distribuzione moderna, incentrata sul prezzo e non sulla qualità, aveva condannato all’estinzione e che, invece, viene ora rilanciato grazie all’ostinazione e al coraggio di pochi contadini e all’impegno di Slow Food, che l’ha tutelato con un “Presidio del Gusto”, affiancato nel progetto dalla Comunità Montana Alta Valle Arroscia e dalle istituzioni liguri.

Bene… avete indovinato??! Non sbirciate piu’ avanti…Forza…:) Be’ diciamo che a questo punto
dovete aver indovinato…si e’ proprio lui…
L’AGLIO DI VESSALICO un prodotto che sopravvive ormai da secoli.

Il Presidio
Non è semplice coltivare i piccoli terrazzamenti dove nasce l’aglio di Vessalico – sette ettari in tutto – abbarbicati sulle nude montagne liguri, scavare a mano i solchi; seminare gli spicchi che sono stati tenuti a bagno per una notte; concimare; combattere la ruggine; raccogliere le piante e intrecciarle per confezionare le caratteristiche reste. L’aglio di Vessalico sopravvive ormai in località isolate e poco valorizzate turisticamente. Eppure, grazie alla coltivazione tutta manuale e all’assenza di trattamenti fitosanitari, è un prodotto ottimo e, anche se non esiste ancora una certificazione, sostanzialmente biologico. Per questo potrebbe essere valorizzato diventando una piccola grande risorsa per i paesini più alti e sperduti della Valle Arroscia.
Il Presidio, nato grazie al sostegno della Regione Liguria e realizzato in collaborazione con la Comunità Montana Alta Valle Arroscia, ha riunito una trentina di piccoli produttori e ha creato un marchio che distingue l’aglio di Vessalico.

Ideale per la preparazione del mitico pesto alla genovese, e’ un prodotto che non ha pari sia per l’ aroma, molto delicato che per il sapore, che definirei leggermente piccante e intenso.
Inoltre, cosa non poco trascurabile dura a lungo, infatti se lo mettete in cantina ben riposto, potete utilizzarlo anche da un anno all’altro.

eating garlic

Se siete curiosi,  e fate un giro da queste parti, scoprirete alcuni segreti tra cui il fatto che  le piante dell’aglio, non essendo recise,  continuano a nutrire l’aglio e a mantenerlo sano e profumato per molti mesi.

Posto qui una ricettina, semplice, semplice ma che vi permettera’ di gustare appieno le caratteristiche di questo prodotto:

La ricetta si chiama Agliata [aggiàa, in dialetto!] una salsa a base di aglio, appunto!

Ingredienti: aglio ( Vessalico), aceto, mollica di pane, vino bianco secco, sale.
Mettere nel mortaio, (si cari miei, qui cerchiamo di usarlo appena possiamo il mortaio),
l’aglio e la mollica di pane e pestate.
Regolare di sale e diluire con aceto e vino.
Il composto deve essere fatto bollire per pochissimi minuti, prima di condire.
Nelle valli del ponente ligure, patria del raro aglio di Vessalico, l’agliata sente anche l’influenza gastronomica dei cugini Francesi e quindi unisce agli ingredienti soliti anche i tuorli delle uova sode creando una locale “rouille”, che viene spalmata su crostini caldi di pane casereccio. Buonissimi!

Ogni anno si svolge  a Vessalico, of course, la fiera dell’aglio quando?
VENERDI’ 2 LUGLIO
Siete tutti invitati! Chi si prenota? Magari ci andiamo insieme…. Vi aspetto…

p.s. Per i saluti e i baci facciamo tutto prima… dopo gli assaggi e’ meglio evitare… :)

 

Il cibo e il sesso “Magia a tavola”: Ora serviamo L’eros

30 Apr
Afrodita, di Isabelle Allende è solo uno dei tanti personaggi della letteratura o reali a sottolineare un legame imprescindibile tra eros e cibo. Come molti sanno il legame tra cibo e sesso e’ sempre stato fortissimo… quasi magico e ha sempre destato in me un profondo interesse.

Il successo di una buona cena a due può essere garantito da protagonisti che giocano utilizzando come complici la loro passione amorosa : il cibo e’ sempre un’ottimo afrodisiaco.
Per un interessante cena a due…

Fondamentale la posizione nella scelta dei posti a tavola , se siamo ad un primo incontro e’ bene scegliere la posizione frontale, mentre se l’intimità è già collaudata è consigliabile quella laterale. Allo scopo di concretizzare una serata da ricordare, non basta essere predisposti bene all’incontro ed avere l’opportunità di gustare dei piatti meravigliosi; occorre che un po’ tutto l’ambiente si armonizzi con il nostro stato d’animo.

Tra i piatti che vi suggerisco di provare un piatto interessante a base di pesce, semplice ma d’effetto, per stupire o concquistare il partner :
Onde di Salmone e Spumante
Ingredienti:
Fettine sottilissime di salmone fresco spumante pepe nero in grani finocchio sale.
Fate marinare il salmone con lo spumante e il pepe per 1 ora circa.
Prima di servire guarnite con un trito di finocchio e aromatizzate con un po’ di sale.
 
 

Cenerentola & C. ai fornelli, ovvero Le fiaboricette!

27 Apr


Domanda come avvicinare i bambini al cibo e ai fornelli ? Quanto puo’ essere buona una mela se raccontata? Le fiabe ci accompagnano da sempre, chi non ha mai sentito parlare di Biancaneve, Cenerentola e cosi via…Be’ scopriremo cosa cucinano…Un bel libro e’ sempre un utile strumento per avvicinare i piu’ piccoli (e non solo!) al cibo…. siete mai chiesti cosa fece Cenerentola quando, tornata dal ballo, vide sparire la bellissima carrozza e si ritrovò con una grande zucca? Be’.. Si mise ai fornelli per preparare dei gustosi manicaretti con tutta quella zucca…

Tutto cio’ per suggerirVi la lettura di un un libro, a mio avviso davvero interessante dal titolo “Il fagiolo magico e altre fiaboricette” di L. Limone…Originale rivisitazione gastronomica delle fiabe classiche più amate, insomma quelle che raccontavano le nostre nonne e che iniziano con “c’era una volta”…
Fantastico anche perche’ il libro propone anche, dopo ciascuna favola, tante vere ricette da preparare con e per i bambini di ogni famiglia.
Il libro e’ adatto a bambini e giovani dai 5 ai 15 anni… ( se solo utilizzato come narrazione anche prima, ma se volete cimentarvi con i piu’ piccoli nell’elaborazione delle ricette l’eta’ consigliata e’ a partire dai 5 anni…soprattutto per evitare di ripulire da cima a fondo la Vostra cucina!!!)
Illustrazioni di Walter Bini

 

Donne e Vini Senza Veli

21 Apr

Un dato che e’ emerso e che mi ha incuriosito, ( visto che come vi ho anticipato sono molto interessata alle dinamiche di coppia ed alle relazioni uomo-donna…ahime’ la deformazione professionale viene fuori accidenti!!) tratto da un sondaggio WineNews/Vinitaly:
-Cresce l’interesse delle donne per l’enologia e …ancora di piu’… colei che sa’ destreggiarsi tra i vari calici e’ considerata decisamente SEXY.
Lo afferma il 91% dei maschi eno-appassionati italiani che hanno risposto al sondaggio.
Agli intervistati piace molto la donna intenditrice di vini, la ritengono sexy, intelligente, curiosa e affascinante… quindi deduco, che sara’ importante la lingerie, il profumo, il look, ma aiuta anche, (sempre secondo i signori maschietti), essere esperte di vino…
Quindi diamo il via agli assaggi…

 

Ma chi e’ Gordon Ramsay?

19 Apr

Durante la mia permanenza in Inghilterra… be’ prima di parlare di lui, devo fare una breve o meglio lunga premessa, perche’ non smetterei mai di parlarne (dell’Inghilterra!).
Come anticipato ho vissuto in Inghilterra per un anno, ed è stata un’ esperienza meravigliosa, per tanti motivi.
Be’ prima di tutto appena arrivata ho cercato di capire come funzionassero un po’ le cose qui e soprattutto dove poter migliorare il mio inglese… ah io abitavo a Chesham in Buckinghamshire (exactly here http://www.chesham.gov.uk/ ) in un bel posto pieno di tanto verde, insomma la tipica campagna inglese.
Per un “foreign people” ci sono molte possibilita’ di usufruire dei numerosi corsi di inglese che i College mettono a disposizione, ed io ho incominciato proprio frequentando uno di questi College.
Easy anche il discorso medico… si e’ molto semplice riuscire ad avere un proprio medico e cosa ancor piu’ fantastico una volta registrata alla Surgery saranno loro, dopo un primo colloquio iniziale a mandarti comunicazioni al tuo indirizzo di casa, circa gli esami che devi fare (a seconda della tua eta’ e cosi’ via… a me non sembrava vero… mi arrivavano a casa gli esami con tutto quello che dovevo fare per aver cura della mia salute) … massima attenzione anche al discorso maternita’ ( se sanno che sei “pregnant” o che hai intenzione di diventarlo, mettono in atto tutto cio’ che e ‘ necessario, esami e cosi via, per la tua salute e quella del futuro bambino… non hai nulla da chiedere, loro ti anticipano!).
Sono estremamente organizzati da questo punto di vista, e tutto e’ a servizio el cittadino…
Be’ forse mi sono dilungata un po’ troppo… torniamo a Gordon..

Allora tra i mille programmi che vengono trasmessi in UK un’ infinita’ di questi riguarda la cucina e l’arte del cucinare… che ahime’ non e’ proprio una delle cose per cui sono famosi!! (e da questo punto di vista una delle cose che forse mi mancava di piu’ era la mia cucina… italiana intendo!)…Comunque grande successo tra gli Inglesi, ma non solo apprezzato anche fuori country e’ Gordon Ramsay, il cuoco piu’ famoso della cucina Inglese ( increbile but It’s true!)
Accento scozzese, schietta personalita’, spesso brutale nei suoi modi ( la parola “fucking” penso sia la prima che abbia imparato da piccolo!), e’ uno dei massimi personaggi quando si parla di cibo, che ha costruito in London un vero e proprio impero (non solo in G.B. ma anche all’estero)…

Tra le serie tv di maggior successo, che amavo guardare in UK, Gordon Ramsay’s  kitchen nightmares (Gordon Ramsay: cucine da incubo!)… dove ne succedevano di tutti i colori, da cucine sporche a cibo inmangiabile … oltre all’eleganza dei suoi modi nel dire le cose… ma davvero un bel programma a mio avviso!… sicuramente nuovo rispetto ai soliti noiosi programmi di cucina.
La sua cucina rimane una delle piu’ raffinate del Regno Unito e non solo…
Tra i suoi ristoranti se capitate a Londra, fate un salto a Book Street W1K4HR al Gordon Ransey at Claridge ‘s, costo set lunch circa 30 £, a la carte circa 70 £ . reservation@gordnramsay.com

 

Il Panch Phoron : forse poco conosciuto…

15 Apr

Non tutti lo conoscono,per cui qualche notizia su questa spezia e’d'obbligo! Si tratta di una miscela di spezie provenienti dal Bengala, o meglio il Panch Phoron é una miscela indiana di spezie tradizionale del Bengala. Di sapore medio-piccante, ha come componenti principali il cumino, sesamo e finocchio. Il Panch Phoron valorizza carni bianche e pesce. Io vi propongo una ricetta originaria del Bengala a base di pesce, semplice ma deliziosa.
Spigola,fantasia di spezie, e Panch Phoron.Per 2 persone 1 grossa spigola (600 gr.) 1 pezzo di zenzero fresco 1 mazzo di coriandolo fresco 1 mazzo di menta 2/3 peperoncini verdi 1 peperoncino rosso secco 1 cipolla bianca triata 3 spicchi d’aglio 1 cucchiaio di Curcuma 2 stecche di Cannella Goa 1 cucchiaio di semi di papavero 6 chiodi di garofano 1 cucchiaio di Panch phoron sale q.b. 1 o più foglie di carta pergamena steli di erba cipollina Si pelano e riducono a pezzetti tutti gli ingredienti, dovete tagliare per lungo i peperoncini privandoli dei semi. Solo il peperoncino rosso, la cannella ed i chiodi di garofano,andranno prima saltati in una padella antiaderente, senza olio. Dovete abbrustolirli leggermente. Dopo si macinano con l’apparecchio, fino a ridurli in crema. Se necessario aggiungete poca acqua. Dopo aggiungere le spezie saltate, ridotte anch’esse in polvere. Una volta filettato il pesce, cospargetelo con il Masala. Lasciare marinare per 2 ore e sistemare sulle foglie. Quindi, cospargere il tutto con il Panch phoron ed avvolgere i filetti in pezzi di foglie di carta pergamena legandoli stretti con steli di erba cipollina. Ora cuocere al vapore per una ventina di minuti, o finché cotti. Servire accompagnati da riso.

 
 

Una questione piccante

15 Apr

Tra le mille curiosita’ che ruotano intorno al Re dei peperoncini “Il Chili Habanero” vi e’ la sua paternita’…La risposta scontata sarebbe il Messico, per precisione la penisola dello Yucatan ma…ci sono alcuni dubbi su questa paternita’. Tra le Nazioni candidate a ricoprire il ruolo genitoriale del famoso ingrediente ci sarebbe la Cina, ma non solo,anche India, Brasile, Spagna e Stati Uniti. Pertanto si tratta di una questione veramente piccante visto che il “Cicy”, il Centro di investigazioni scientifiche dello Yucatan ha richiesto e introdotto un nuovo concetto:il dna del chile habanero. Pertanto la DOC non basta… quindi si procedera’ alla valutazione dell’impronta genetica…Insomma, il peperoncino riconosciuto tra i più piccanti del pianeta, deve rimanere messicano!