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Archive for the ‘Dove mangiare’ Category

Halloween a tutto cibo… e il pane delle streghe

28 Oct

Nonostante mezza Liguria, abbia il morale per terra, visti gli ultimi avvenimenti dovuti all’alluvione, cerchiamo di pensare ad altro, per risollevare un po’ il morale di questi difficili giorni.
Proprio per questo voglio segnalarvi in questo post una serie di eventi e cene proprio qui in Liguria in vista di Halloween.

La festa delle streghe, tipica del mondo anglosassone e degli USA è ormai diventata un “must” anche in Italia.

Nonostante qui da noi non si vada in giro a suonare i campanelli alla ricerca di caramelle e dolcetti, non c’è locale che non proponga una cena a tema o una festa mascherata.
Per un halloween a base di cibo vi segnalo una serie di eventi da non perdere:
-Ristorante Marina Place, presso la  Marina di Genova Aeroporto, viene servito un menù degustazione intitolato “La magia di Halloween” (si terra’ sabato 29, ore 20.30. per info 010 6143420, il costo circa 45 euro a persona);
-La  caccia ai dolci e caramelle (domenica 30, tutto il giorno) sempre alla Marina
-Halloween party presso il Marina Place Café (lunedì 31, ore 19) presso la Marina
-La notte delle streghe, presso il Beer Corner (lunedì 31, ore 20).presso la Marina
Tra i luoghi e le preparazioni “stregate”, tipiche Liguri, da non dimenticare il famoso paese delle streghe, ovvero Triora, borgo dell’entroterra imperiese, a 40 km da Taggia, che a partire dal 1588
venne definitivamente consegnata alla storia come il “paese delle streghe“.
Qui si festeggia con la Notte Nera, ovvero due giorni di festa a partire da domenica 30 ottobre…
Tra le prelibatezze stregate, Triora e’ famosa per il suo Pane, molto  apprezzato e conosciuto per le sue caratteristiche uniche, citato ovunque come uno dei 37 Pani d’Italia, cuore di  soffice mollica dentro  con una esterna crosta croccante, casereccio, vero pane di montagna.
Si impasta con un misto di farine di grano tenero e grano saraceno, acqua, lievito acido di birra, sale  e si pone a lievitare su un letto di crusca prima della cottura.
Viene preparato con farina 1, e’ facile riconoscerlo per la crusca sul fondo.
Un tempo veniva cotto ogni sette giorni nei forni comuni infatti proprio per questo motivo è noto per la sua grande conservabilità.
Favoloso se proposto con la ricotta di pecora fermentata, il “bruzzu”, tipico formaggio locale, ottenuto dalla fermentazione naturale della ricotta.

Per i piu’ curiosi:

“Un fabbro irlandese di nome Jack, ubriacone e taccagno, incontrò, la notte di Halloween, il Diavolo in un pub. Stava per cadere nelle sue mani, quando…Jack o’ lantern


 

Una terra per veri gourmand (parte 2)

14 Sep

Buongiorno miei affezionati lettori! Eccomi con la seconda parte del mio tour gastronomico per le vie di Bretagna e Normandia. Continuiamo il nostro viaggio goloso!

Il sale di Guérande e il mitico fleur du sel:

Non lasciatevi impressionare dal suo colore che potrebbe anche essere grigiastro, il mio preferito. La costa nord occidentale della Loira Atlantica, di origine celtica, è ricca di marais salant (paludi saline). Progressivamente, per merito delle frequenti e forti maree, dalla combinazione di sole, acqua di mare e vento, si è depositato questo sale. Viene raccolto a mano dai paludiers da giugno a settembre con l’ausilio di un las, una sorta di rastrello dalla forma rettangolare. Il fior di sale, ma io lo chiamerei piuttosto ‘fiocco di sale’ per aspetto e consistenza, ingrediente preferito di molti chef locali, preso così com’è o acquistato già pronto con alghe o in miscele di aromi adatti a carne, insalate, pesce è ottimo. Ne basta una minima quantità, sotto i denti rimane croccante e piacevole esaltando il sapore e la qualità della materia prima. Se state progettando un viaggio in Bretagna, non lasciatevi sfuggire l’occasione di una visita alla città fortificata di Guérande. Il prodotto acquistato sul posto è garanzia di originalità e di…prezzi competitivi.

Il sidro e la birra:

Vi ricordo che la Bretagna è l’unico pezzo di Francia dove non si è produce vino. Le piantagioni di mele da sidro sono numerosissime, si vedono di frequente lungo la strada ed i frutti si riconoscono essendo più piccoli e sodi rispetto alle mele comuni e ne esistono più di mille varietà. Ogni microregione ha le proprie, così si produce sidro dalle diverse sfumature di colore e gusto. Per quanto ci riguarda, abbiamo assaggiato due tipi di sidro: quello brut e quello demi sec. E’ un’esperienza da provare almeno una volta se si è in Bretagna ma non è un prodotto che mi sentirei di consumare abitualmente, a meno che non accompagni la galette.

Grazie alle sue radici celtiche, in Bretagna si produce la birra. Vi dico già, è artigianale e costosissima… dalla bionda fermentata, alla bianca, ce n’è per tutti i gusti. Troverete ottime birre locali, ognuna diversa dall’altra, in ogni paesino che visiterete.

I frutti di mare:

Non possono mancare i frutti di mare che qui sono i protagonisti, grazie alle lunghe coste, ma anche i granchi di Saint-Malo e gli astici di Quiberon. Imperdibili le moules frites (cozze e patatine fritte) piatto tipico bretone. Le cozze sono più piccole delle nostre, meno limacciose, il guscio appare a striature bluastre iridescenti ed il frutto è piccolo e saporito. Scalogno a tocchetti, abbondante burro salato e una spruzzata di Calvados, fanno di questo piatto un assaggio unico ad un prezzo davvero modico (11 €).

Un consiglio: non fermatevi al primo ristorante che propone moules frites senza prima averne adocchiato le porzioni, le quali possono variare da locale a locale.

E per finire…la pasticceria ed i dessert:

Per un’esperta e golosa come me in fatto di dolci, ci sarebbe da scrivere un’intera enciclopedia a riguardo. La pasticceria francese è davvero unica e non si può negare che i francesi siano dei veri maestri in questo. Non me ne vogliano i nostri bravissimi pasticceri italiani che in quanto ad abilità e fantasia sono imbattibili… Come dessert, imperdibili il riso al latte, ma irrinunciabile è la crêpe alle mele o composta -di mele-, burro e caramello al burro salato, oppure semplicemente guarnita di  chantilly e caramello. Ed ancora macarons artigianali, chouquettes (bignè vuoti con granella di zucchero), frutta candita

Per tutti i golosi all’ascolto: qui troverete un sito davvero completo; una pasticceria self-service dove c’è l’imbarazzo della scelta, diffusa per tutto il territorio nazionale.

Avete viaggiato anche voi in queste bellissime regioni della Francia? Allora, condividete la vostra esperienza con noi e lasciate un commento.

Happy Wednesday!

La vostra Dama

 

Una terra per veri gourmand (parte 1)

07 Sep

Miei cari lettori, eccoci ritrovati dopo questa lunga pausa estiva.

E’ già settembre ed il nostro consueto appuntamento settimanale è già arrivato.  Il tempo vola,  e sebbene le temperature siano gradevoli e le giornate ancora calde, nell’aria c’è già qualcosa  che preannuncia la dolcezza dell’autunno, una stagione che con i suoi colori induce a rallentare i ritmi e a riappropriarsi di una dimensione più intima, più interiore.

Oggi voglio parlarvi delle bontà che ho gustato in Bretagna e Normandia ma le cose da dirvi sono talmente tante che ho deciso di suddividere  questo articolo in due  puntate di lunghezza accettabile.

Una parola su tutte: calorie! Di questo siate certi. Ebbene, non potete fare un viaggio in Francia senza mettere in conto che è tutto squisito e burrosissimo…

D’altronde, come sottrarsi? Assaggiare le specialità regionali è uno dei grandi piaceri che un viaggio riserva. La cucina della Bretagna è casalinga, semplice e saporita, a base di prodotti locali freschissimi e di stagione. Ottimi l’aglio, le patate, i carciofi, le insalate, le cipolle, i legumi… Sulla strada, si vedono molti contadini che vendono i loro prodotti ai passanti, e spesso si leggono piccoli cartelli per la vendita diretta dalle fattorie. La Normandia predilige l’uso di burro salato, panna e formaggi a pasta molle. Ottimi i frutti di mare e la carne.

La galette:

La galette si gusta soprattutto in Bretagna. E’ una crêpe salata molto sottile, preparata con il blè noir o sarrasin, il grano saraceno, che risulta gradevole e saporita, croccante in superficie, un po’ più consistente rispetto alla crêpe, sua sorella dolce. Le farciture, oltre alla più tradizionale con prosciutto o formaggio e prosciutto, prevedono molti altri ingredienti decisi, come uovo o Rochefort e noci oppure formaggio e sabois, quest’ultima una composta di cipolle marinata nel sidro dolce, preparazione simile alle nostre cipolle di Tropea. Il gusto salato del formaggio bilancia quello agrodolce delle cipolle ed una coppa di sidro preferibilmente demi-sec  completa il tutto.

Consiglio: mangiate dove vanno quelli del posto. Magari dovrete allontanarvi dalla pazza folla, ma la soddisfazione del vostro successo sarà pari alla bontà del piatto gustato.

Un ottimo riferimento lo potrete trovare qui. L’ambiente è molto gradevole e ben curato, il servizio veloce e cortese.

Fromages:

Naturalmente morbidi e puzzolenti! Tutti prestigiosi e forniti di AOC – Appellation d’Origine Contrôlée – per garantirne l’originalità. Famosi sono quello di Livarot, Pont L’Évêque e Camembert. Gli appassionati non potranno rinunciare a questi formaggi normanni a pasta molle, da far maturare secondo le proprie preferenze.

Cosa troverete nelle boulangeries:

Fermatevi in una qualsiasi boulangerie patisserie, persino quelle dei più piccoli paesi sperduti, e troverete ottimi pani e baguettes, da finire rigorosamente in giornata per gustarne tutta la freschezza. Numerosi i dolci tipici: alle mele, al burro e caramello, eclaires alla vaniglia o alla mousse di cioccolato, flan di crema pasticcera, far Breton (soffice flan alle prugne), kouign amann (torta di pasta lievitata al burro e zucchero, caramello o mele) croissants declinati ogni volta secondo il gusto del pasticcere ma sempre da svenimento. Semplicemente indimenticabili. Ricordate che in Francia, pane e dolci vengono venduti al pezzo e non a peso. Scoprirete che con meno di 5 euro, potrete acquistare una quantità incredibile di ottimi prodotti.

Il caramello al burro salato:

A questo punto, dire Bretagna e non parlare del caramello al burro salato è un’eresia! Era giorno di mercato  e così, ho acquistato 5 piccoli assaggi di caramello preparato artigianalmente. Le proposte erano le seguenti, in diverso formato: al naturale, alla vaniglia, alla nocciola, al caffè e al cioccolato fondente. Li ho assaggiati tutti ma devo dire che il mio preferito è  sempre quello classico senza aromi aggiunti. La consistenza è molto morbida, quasi liquida, il sapore non è stucchevole che raschia la gola e ti fa venire voglia di bere subito dell’acqua… Anche qui, l’equilibro tra dolce e salato è davvero gradevole, un connubio che se vi piace diventa una vera dipendenza!

Se vi va, ecco la ricetta, da provare a casa:

Per 200 gr:

Ingredienti:

100 gr di zucchero, 30 ml di acqua, 100 gr di panna liquida, 15 gr di burro salato.

Procedimento:

Tagliare il burro a cubetti e scaldare la panna in una piccola casseruola a fuoco medio.  In un altro pentolino, fate scaldare l’acqua con lo zucchero e mescolare finchè si scioglie. Portare ad ebollizione, smettere di mescolare, lasciare scurire. Aggiungere la panna calda tutta in una volta e mescolate con la frusta per un paio di minuti a fuoco medio. Spegnere ed incorporare il burro salato. Mescolare e fare raffreddare. Il caramello si addenserà.

Ottimo sulle crêpes con ciuffi di chatilly oppure come farcitura insieme a mele fresche tagliate a tocchetti.

Enjoy!

….e per la seconda parte, stay tuned!

Happy Wednesday!

La vostra Dama

 

Eat sentive

25 May
Direttamente da Parigi, oggi Vi parlo di  ”Eat- sentive Le management per  la cuisine” a cui ha partecipato un mio carissimo amico, durante una delle sue ultime riunioni insieme ad altri manager della sua azienda.
Ebbene una serata a sorpresa organizzata dall’azienda al termine di una giornata di lavoro, o meglio di riunioni a Parigi.
Dal vestito elegante in giacca e cravatta si passa direttamente in una cucina professionale con tanto di fuochi ad induzione… scopo collaborare con il resto della squadra ( i vostri colleghi)  alla realizzazione di deliziosi piatti, che vi saranno assegnati durante la serata dagli Chef … diciamo che si tratta di un’ idea davvvero interessante per creare spirito di gruppo tra colleghi, integrazione e creativita’ attraverso il food, nonche’ una serata diversa dalla solita cena tra colleghi.
Lo Chef spiega e propone i piatti da realizzare, ad ognuno e’ affidato un pezzo del Menu’ della serata e ciascuno deve realizzarlo.
Spirito di gruppo, lavoro di squadra, cordialita’, lavoro in team sono gli elementi fondamentali per realizzare deliziosi piatti, che alla fine della serata verranno gustati direttamente da chi li ha preparati…
Piatti tipici della cucina Francese, e non solo…si inzia alle 19 con la preparazione e si termina alle 23 con la cena …
Un esempio di piatti preparati durante la serata: “Asparagus cake”, “Tomatoes with Ricotta Cheese and green beans…”
Chi ha partecipato dice di essersi davvero divertito, ed anche i piatti preparati erano all’altezza della serata!
 

Festa della Focaccia col formaggio di Recco

17 May
Ebbene si, ci siamo… tutti in attesa per un evento culinario davvero godereccio, che si terra’ qui a Recco (GE) – il 22 maggio 2011, la Festa della Focaccia di Recco e relativa gratuita distribuzione… si inizia al mattino e si continua nel pomeriggio.

Infatti il Consorzio focaccia col formaggio di Recco con il patrocinio del Comune di Recco, Provincia di Genova, Camera di Commercio di Genova, , regione Liguria, Pro Loco e Ascom di Recco organizza  la distribuzione gratuita lungo le vie della citta’ della mitica focaccia…i focacciai prepareranno in diretta la focaccia, sotto gli occhi di tutti, con relativa infornatura e degustazione, insomma avverra’ tutto davanti ai nostri occhi, cosi scopriremo il segreto che rende la focaccia di Recco davvero unica.
Qualche suggerimento e relativa ricetta, per chi ahime’ non potra’ essere presente all’evento, anche se vi consiglio vivamente di partecipare:
Per l’ottima riuscita dell’Autentica Focaccia col Formaggio di Recco é importantissima la qualità della crescenza, che dovrà avere specifiche caratteristiche  e resa di cottura.
Gli esperti del Comitato di Autenticità del marchio saranno ben lieti di dare consigli in merito, per ottenere un prodotto finale davvero eccellente.
La seguente Ricetta è stata gentilmente offerta da Giambattista Squarzati
titolare del Ristorante Vitturin 1860 – Recco (GE) da Mangiare in liguria.it
DOSI E INGREDIENTI:
Kg. 1 di farina “00″ rinforzata o manitoba
dl. 1 di olio di oliva
sale quanto basta
dl. 5 di acqua
kg. 2 di crescenza freschissima
Formare un impasto con farina, versando un pò di olio d’oliva aggiungete il sale ed infine l’acqua lavorate a mano (potrete farlo anche con l’impastatrice) sino a quando l’impasto risulterà morbido e liscio. Farlo riposare per circa 60 minuti in temperatura di circa 18/20° e coprire.
Dopo aver lasciato riposare l’impasto per 60 minuti, dividete l’impasto per prelevarne un pane di circa 1/2 chilogrammo e tirarlo leggermente con il mattarello rendendo la pasta sottile. Mettere le mani chiuse a pugno sotto la sfoglia e, ruotandola, allargarla e renderla più sottile possibile. Appoggiarla sulla teglia di rame precedentemente oliata. Quindi deporre sulla sfoglia la crescenza in piccoli pezzi (circa una noce per ciascun pezzo) in senso circolare. Fare una seconda sfoglia molto sottile (quasi trasparente) con lo stesso procedimento della prima e ricoprire la teglia con la sfoglia di base già cosparsa di crescenza. Chiudere le estremità delle due sfoglie in modo che i bordi sovrapposti risultino ben saldati ed eliminare la quantità di sfoglie (sopra e sotto) che fuoriescono della teglia. Con le dita pizzicare più punti della pasta formandovi dei fori della grandezza di circa 1 centimetro. Cospargerla di sale ed irrorarla con olio d’oliva.
Cuocere in forno alla temperatura di 270°/320° per circa 7/4 minuti. Il forno deve essere regolato in modo tale che il suolo sia più caldo del cielo del forno. La cottura sarà ultimata quando la focaccia avrà un colore dorato sopra e sotto.
 

Gelato al Gamberetto a Slow Fish

10 May

Ciao a tutti,

eccomi rientrata da una lunga latitanza ( forzata oserei quasi dire!!) conseguente ad un trasloco ( da riviera a riviera) e come tutti i traslochi davvero infinito… ma siamo forse al traguardo…
Eccomi pronta con le novita’ e gli appuntamenti da non perdere…
Intanto vi ricordo che anche quest’anno non e’ da dimenticare l’appuntamento con Slow Fish  che si terra’ dal 27 al 30 maggio a Genova,  il che vuol dire, per chi non e’ di Genova che e’venuto  il momento giusto per organizzare una vacanza fuori porta e visitare Slow Fish.
Tra le tante novita’ la degustazione del gelato salato al gusto di gamberetto, creato da un gelatoio genovese, che ha  utilizzato i gamberetti di Santa Margherita Ligure profumati al vino Pigato di Albenga.. diciamo che la sottoscritta nutre qualche perpelssita’ a riguardo, forse perche’ ancorata all’idea che il gelato debba essere dolce e non salato, ma non avendolo mai assaggiato potrei ricredermi… Vi faro’ sapere!
Comunque e’ ormai da tempo che il signor Rivaro,  sperimenta mousse-gelato salate, nate per essere  abbinate a primi e  secondi piatti, come ad esempio il gelato al parmigiano o quello al fungo porcino …
Altra interessante novita’ di quest’anno la possibilita’ di essere accompagnati durante la visita da un personal shopper, ovvero l’esperto gastronomo che ci spiega ed insegna tutti i segreti per acquistare un buon pesce , spendere meno e cosa molto importante “la cucina  del recupero”  ovvero come preparare una buona zuppa di pesce con la testa della pescatrice e non solo…
Personal Shopper – Gastronomo
Appuntamento della durata di circa un’ora
Anche sabato e domenica
Il costo 5 euro a partecipante
Tra i temi:
- Ricette neglette
- Pescato e Cucinato
- Il tonno in maschera
-Se il pesce potesse parlare…
- Fish revolution
Insomma vale la pena fare un salto per  educarsi, imparare e scoprire di piu’ sulle risorse del nostro mare…
Vi aspetto !
 

La Dama on the road racconta…

13 Apr

Buona giornata a tutti voi, miei appassionati lettori!

Dopo un weekend on the road piuttosto intenso con tappa San Marino, Arezzo e provincia, con giro extra nella zona del Chianti, se avrete l’occasione di visitare la Toscana o se abitate nei dintorni, vi consiglio un ottimo ristorante nella Valtiberina, in quella splendida località che è Anghiari. Posto proprio all’inizio della lunga strada in discesa che divide il paese a metà e che si affaccia sulla piana verso San Sepolcro, c’è La Nena con tipica cucina toscana. Il locale fa parte del circuito della Strada dei Sapori e si distingue per l’ interno intimo e ben curato, con fiori freschi di stagione ai tavoli, candele accese, tovaglie di cotone immacolate, stoviglie artistiche, personale capace e cordiale: insomma, un’ambientazione semplice ma nel contempo chic e casalinga. Le pietanze sono preparate con sapienza usando solo ingredienti freschi ed è difficile scegliere dal menù, data la grande varietà di piatti proposta.

Per toglierci dall’imbarazzo, abbiamo optato per il Menù dell’Aretino. Come è d’abitudine, abbiamo scelto ognuno un primo ed un secondo diversi per poter assaggiare più piatti e scambiarceli ma la cameriera, gentilissima, ha portato una mezza porzione dei secondi ad entrambi. Ecco cosa abbiamo ordinato:

Minestra di pane con cipollotto fresco da affettare, servito a parte con cui guarnire la zuppa (minestra composta da pane toscano inzuppato di brodo, patate, fagioli cannellini, cavolo nero)

Bringoli con sugo scappato della Nena (spaghettoni al ragù leggero di verdure – carote, sedano, cipolla – e pochissima carne)

Salsiccia con fagioli cannellini all’uccelletto (salsiccia toscana dalle dimensioni ridotte e dalla consistenza morbida ma non troppo, dal sapore deciso)

Sformato di selvaggina con tartufo nero affettato fresco (uno sformato finissimo della consistenza di un soufflè, dal sapore celestiale!)

Selezione di pecorini, da freschi a stagionati, accompagnati da fave fresche condite con un filo d’olio, fettine di pera e miele di castagno.

Due calici di vino rosso ‘al bicchiere’, acqua naturale, un dolce, un caffè con grappa…Spesa totale: 60.00 €. Non male, vero?

Le porzioni sono molto abbondanti ma in diversi ristoranti toscani è possibile chiedere la mezza porzione!

Essendo il tempo limitato, non abbiamo potuto assaggiare tutto quello che avremmo desiderato…

Ulteriori informazioni:

La Nena

Corso Matteotti, 10/14

52031 Anghiari (Arezzo)

Tel.: 0575.789491

www.ristorantenena.it

nena@anghiari.it

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Happy Wednesday!

La vostra Dama

 

I Suri e Slow Fish

22 Feb

Ciao a tutti!

Prima di tutto mi scuso per la mia piccola latitanza, non riesco a scrivere come  vorrei sul mio adorato blog in questi giorni…   ho il io pc che fa’ i capricci e mi consente pochi momenti di vita, e quindi poco collegamento…a breve (aspetto che arrivi!) verra’ sostituito da un altro pc per cui spero di riprendere presto …

Oggi  Vi parlo dei sugarelli, quindi del pesce azzurro … altra mia grande passione.

Ne ho ignorato l’esistenza sino a quando non l’ho scoperto a Slow Food qualche anno fa’…

sono pesci poco grassi e ricchi di omega 3…

Il sugarello viene chiamato anche sgombro bastardo,  (in quanto ricorda lo sgombro ma sono un’ altra cosa), sono chiamati Sugarelli o anche Suri e sono molto  interessanti dal punto di vista culinario, in quanto molto gustosi, dalla carne bianca e si prestano ad essere cucinati in  svariati modi, ottimi al cartoccio ma deliziosi anche affumicati, fritti, salati .

Per quanto riguarda i prezzi,  sono mediamente gli stessi in tutta Italia (il costo si aggira sui  5,50 al kg), a differenza del Sud Italia, dove spesso arrivano a  costare anche il doppio.

Sono molto utilizzati nella cucina Siciliana (vedi a Milazzo).

Per le preparazioni cilinarie e relative ricette  a base di Suri Vi rimando e Vi ricordo l’appuntamento di quest’anno con  Slow Food !

Ora devo salutarvi il mio pc sta esaurendo le sue poche forze a disposizione …

Buona serata!

 

Sanremo si parte col rock …o meglio col Ciock’n’Roll!

07 Feb

Ci siamo, si parte con Sanremo, o meglio…dal 12 al 20 Febbraio 2011 nella nostra cittadina ligure, Sanremo, avra’ inizio la grande kermesse… chi non  conosce  il celeberrimo Festival della canzone italiana?

Ma qui diamo spazio oltre che al Festival ovviamente ad un evento gastronomico,  Eurochocolate, con il suo delizioso ”Ciock’n’Roll“.

Bene … cosa accadra’? Nella città ligure, tempio della musica, arriverà il Disk Chockey con i suoi dischi di cioccolato perfettamente funzionanti e tutti da mangiare. Potrete degustare note di cioccolato!… Sara’ pronto per Voi un delizioso bazar del cioccolato, in cui poter scegliere fra una infinita varietà di proposte, daremo il via ad un Dark Carpet ricco di eventi e dolcezze, qualche esempio?

Saranno presenti le piu’ rinomate aziende cioccolatiere italiane ed estere… con molti stand dove fare acquisti ( Vi ricordo che il 14 febbraio e’ anche S. Valentino, che piacere afrodisiaco …il cioccolato).

… insomma sono previsti ben 400 kg di cioccolato fondente, che ne dite troverete qualcosa che soddisfi il Vostro palato?

Intanto …per iniziare in bellezza…

Mousse al cioccolato di Afrodite

Si dice che la via per il cuore passi attraverso lo stomaco. Chissà se è vero…
ma perchè non provare?

Ingredienti
- un cucchiaio di rhum o caffè forte
- due tuorli tre albumi d’uovo
- panna e cannella per una decorazione d’effetto
- 150 g di cioccolato fondente
Preparazione
Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato, una volta pronto, toglietelo dal fuoco e passate ad unire i tuorli insieme al rhum (o se preferite il caffè), cercando di mescolare velocemente.

Lasciate raffreddare e aggiungete in modo delicato gli albumi montati a neve (dovra’ essere ben ferma).
Verserete il tutto in coppette individuali e metterete in frigorifero per almeno quattro ore.

Decorate a piacere con panna montata e cannella in polvere.

 

Desperate Kitchen, no problem! C’e’ lo Chef!

30 Jan

Un post di poche parole quello che Vi propongo oggi, visto che le novita’ sono veramente tante in programma.

Intanto inizio con segnalarvele  qui di seguito… che dire? un 2011 ricco di iniziative che Vedranno lo Chef  Antonio Marchello (Chef Antoine uno degli autori di Thegustibus) molto  impegnato nei prossimi giorni …lo Chef   Vi propone una serie di interessanti Corsi sull’arte culinaria ..

non aggiungo altro… le iniziative sono davvero interessanti… quindi correte ad iscrivervi!

Al resto pensera’ lui….

Per info e prenotazioni:

CI PENSO IO – VIA PAOLO SARPI, 58

PER INFORMAZIONI 339 4208157 – 02 45478387

http://www.facebook.com/pages/Milano-Italy/Ci-pensoio/82562038554