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Archive for the ‘Recensioni di gusto’ Category

Halloween a tutto cibo… e il pane delle streghe

28 Oct

Nonostante mezza Liguria, abbia il morale per terra, visti gli ultimi avvenimenti dovuti all’alluvione, cerchiamo di pensare ad altro, per risollevare un po’ il morale di questi difficili giorni.
Proprio per questo voglio segnalarvi in questo post una serie di eventi e cene proprio qui in Liguria in vista di Halloween.

La festa delle streghe, tipica del mondo anglosassone e degli USA è ormai diventata un “must” anche in Italia.

Nonostante qui da noi non si vada in giro a suonare i campanelli alla ricerca di caramelle e dolcetti, non c’è locale che non proponga una cena a tema o una festa mascherata.
Per un halloween a base di cibo vi segnalo una serie di eventi da non perdere:
-Ristorante Marina Place, presso la  Marina di Genova Aeroporto, viene servito un menù degustazione intitolato “La magia di Halloween” (si terra’ sabato 29, ore 20.30. per info 010 6143420, il costo circa 45 euro a persona);
-La  caccia ai dolci e caramelle (domenica 30, tutto il giorno) sempre alla Marina
-Halloween party presso il Marina Place Café (lunedì 31, ore 19) presso la Marina
-La notte delle streghe, presso il Beer Corner (lunedì 31, ore 20).presso la Marina
Tra i luoghi e le preparazioni “stregate”, tipiche Liguri, da non dimenticare il famoso paese delle streghe, ovvero Triora, borgo dell’entroterra imperiese, a 40 km da Taggia, che a partire dal 1588
venne definitivamente consegnata alla storia come il “paese delle streghe“.
Qui si festeggia con la Notte Nera, ovvero due giorni di festa a partire da domenica 30 ottobre…
Tra le prelibatezze stregate, Triora e’ famosa per il suo Pane, molto  apprezzato e conosciuto per le sue caratteristiche uniche, citato ovunque come uno dei 37 Pani d’Italia, cuore di  soffice mollica dentro  con una esterna crosta croccante, casereccio, vero pane di montagna.
Si impasta con un misto di farine di grano tenero e grano saraceno, acqua, lievito acido di birra, sale  e si pone a lievitare su un letto di crusca prima della cottura.
Viene preparato con farina 1, e’ facile riconoscerlo per la crusca sul fondo.
Un tempo veniva cotto ogni sette giorni nei forni comuni infatti proprio per questo motivo è noto per la sua grande conservabilità.
Favoloso se proposto con la ricotta di pecora fermentata, il “bruzzu”, tipico formaggio locale, ottenuto dalla fermentazione naturale della ricotta.

Per i piu’ curiosi:

“Un fabbro irlandese di nome Jack, ubriacone e taccagno, incontrò, la notte di Halloween, il Diavolo in un pub. Stava per cadere nelle sue mani, quando…Jack o’ lantern


 

La Fiera Nazionale del Marrone

12 Oct

Carissimi lettori,

l’autunno offre molti spunti ed idee per passare piacevoli weekend in ogni parte d’Italia, ammirando le nostre città ed approfondire la conoscenza degustando i prodotti del territorio. A questo proposito, vi segnalo una manifestazione enogastronomica di grande rilievo che inizierà domani 13 ottobre e terminerà domenica 16: la 13ª Fiera del Marrone nella splendida città di Cuneo. Le zone interessate dalla manifestazione saranno Via Roma, Piazza Torino, Piazza Virginio, Piazza Galimberti dove verranno allestiti numerosi stand da ogni parte d’Italia (e non solo) dedicati ad esempio alla carne della Granda, alla birra artigianale prodotta con le castagne, ai vari abbinamenti con questo frutto una volta chiamato ‘il pane dei poveri’.

In collaborazione con ATL, Coldiretti, Confartigianato, Slow Food ed Eataly - dove nel mese di ottobre potrete gustare la castagna IGP di Cuneo -, è un evento da non perdere per ogni appassionato ed intenditore. Numerose sono le degustazioni organizzate dalla Camera di Commercio di Cuneo con la guida degli esperti dei settori del miele, della birra, della frutta, dei formaggi, dei salumi e del vino.  Vari sono anche i laboratori didattici: La Fattoria come Aula, che ha l’obiettivo di far conoscere alle scolaresche ed ai visitatori occasionali, le tecniche produttive più comuni di lavorazione del prodotto agricolo. I Mestieri Artigiani, nel quale i maestri artigiani daranno dimostrazioni dal vivo di differenti tecniche di lavorazione dei diversi mestieri. Alle Origini del Gusto, nel quale si pone l’accento su tutti i sensi coinvolti nella degustazione; non solo il gusto quindi ma la vista, l’olfatto, il tatto e l’udito.

A tutto ciò, si affiancheranno iniziative culturali, proposte turistiche, mostre e spettacoli.

Ulteriori informazioni:

ORARIO: GIOVEDÌ 13 dalle 17 alle 23, VENERDÌ 14 e SABATO 15 dalle 10 alle 23, DOMENICA 16 dalle 10 alle 21. Ingresso libero.

Informazioni all’Ufficio Turistico di Via Roma, 28, 12100 Cuneo.  Tel./Fax +39.0171.693258. E-mail: turismoacuneo@comune.cuneo.it

Per un’esperienza di trekking nei castagneti: www.interredi.com; tel.: 0171.67575

Per prenotare una stanza e godere di questo lungo weekend goloso: www.laportadellealpi.eu

Per saperne di più sulla manifestazione: www.marrone.net

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Tuffiamoci nei sapori e nei colori di questa splendida stagione. Io ci sarò, vi aspetto!

Happy Wednesday!

La vostra Dama

 

Una vacanza a Villa Cappugi e … il pollo d’oro

24 Aug

Ciao a tutti!

Eccomi rientrata da una favolosa vacanza anche se di pochi giorni in Toscana, luogo che io adoro, e questa volta in particolare a Pistoia…

La nostra vacanza, e’ stata un vero e proprio semplice relax,a bordo piscina durante il giorno e interessanti cene e pranzi a base di piatti tipici della cucina Toscana… quasi impossibile per me riuscire a visitare la citta’ durante il giorno, visto che le temperature si aggiravano intorno ai 37 gradi…

Diciamo che, sicuramente in un altro momento della mia vita, sarei riuscita a sopportare anche queste alte temperature, e ad andare in giro allegramente alla scoperta della citta’, ma in gravidanza e’ meglio non fare gli eroi… quindi abbiamo optato per una vacanza rilassante e tranquilla, spostando i mie giri verso le ore serali.

Se volete fare una vacanza in pieno relax, con tutte le comodita’ possibili e immaginabili, coccolati e serviti (come ho fatto io), Vi consiglio l’ Hotel Villa Cappugi, in localita’ Collegigliato, una deliziosa villa a pochi passi dal centro di Pistoia, nella comodita’ ma anche nel verde della campagna Toscana, un luogo ideale, perfetto sia per l’accoglienza, che per i servizi, visto che e’ dotato di ogni comfort, di una favolosa piscina, di una ricca selezione di vini Toscani e prodotti DOP.

Deliziosa la colazione, ricca di prodotti freschi e per gli ospiti stranieri (e non solo, visto che mi sono concessa una colazione ricca e variegata, almeno in vacanza si puo’!!!! ) uova bacon e omelettes, arricchite con i tipici prodotti Toscani…

Quindi, visto che la giornata era dedicata al relax a bordo piscina, passiamo alla sera, ricca di uscite e intense degustazioni.

Tra i Ristoranti a Pistoia, che meritano di essere visitati, vi segnalo “Il Pollo d’oro“.

Il locale si trova nel centro della citta’, facilmente raggiungibile a piedi, visto che ci siamo riusciti ad arrivare io con il mio pancione…(e marito ovviamente!).

Il locale e’ semplice, ma molto accogliente, il servizio e’ rapido e le portate decisamente molto abbondanti.

Il Menu’ propone una vasta scelta di antipastici tipici toscani (favolosi i crostini neri ) e una lunga lista di pizze, da quelle classiche ai mitici cofaccini, (che sono delle simil pizze, ma senza pomodoro) dai gusti piu’ diversi dal Danny Rock con Formaggio brie , prosciutto crudo e rucola, a quello con lardo di colonnata, al Tirolese con fior di latte e speck…

Per i piu’ curiosi Vi consiglio di provare anche il pane arabo, con oltre 40 ingredienti (loro specialita’ esclusiva dal 1963).

Insomma spero che le informazioni possano esservi utili per un interessante gita a Pistoia, ricca di relax e prelibatezze.

Io intanto mi preparo per la prossima, se pur breve vacanza… questa volta a Settembre… luogo ancora da definire, ma sicuramente ricca di nuovi assaggi…

Stay connected!

Immagini sui siti:

http://www.hotelvillacappugi.com/

http://www.ilpollodoro.com/

 

Viva la pa-pa-pappa…

22 Jul

Ciao a tutti!

Eccomi rientrata da una parte di vacanze, tanto desiderate in questo periodo,  a cui seguiranno altre tra Agosto e Settembre alla scoperta di nuovi posti da visitare e leccornie da gustare.

Bene, oggi vi parlo della mia permanenza in Toscana ed esattamente nella zona della Costa degli Etruschi, bandiera blu in Italia.

La costa e’ prevalentemente bassa e sabbiosa.

Bellissime le spiaggie bianche che rappresentano un tratto del litorale sabbioso, in particolare molto bella la zona della frazione di Vada.

Deliziosa la citta’ di San Gimignano, in provincia di Siena, anzi direi quasi un posto da favola, che merita una visita approfondita. Interessante la visita al Il Museo SanGimignano1300, che vi consiglio di andare a vedere.

Tra le esposizioni piu’ inquietanti che a mio avviso meritano una visita, se, come la sottoscritta siete particolarmente interessati al lato oscuro della storia, alla Santa Inquisizione, insomma a quella parte della storia da sempre raccontata nei libri, dovete visitare il Museo della Tortura, o anche chiamato MUSEO CRIMINALE MEDIOEVALE in Via del Castello 1/3 (nei pressi di Piazza Cisterna) San Giminiano – Siena, dove troverete una ricca collezione di pezzi, molti rari, utilizzati per  la tortura…l’atmosfera e’ davvero inquietante ma molto suggestiva.

La nostra visita e’ continuata con una permanenza nella zona di Marina di Cecina, in posizione strategica per passare una rilassante vacanza al mare a due passi dall’affascinante entroterraToscano.

Ma  a questo punto parliamo della gastronomia, giusto??

La mia attenzione si focalizza su un piatto tipico della cucina Toscana, semplice, della serie non si butta via nulla, ma proprio nulla e soprattutto il pane… Un piatto semplicissimo da fare, fonte di ispirazione di una nota canzone cantata da Rita Pavone… Avete indovinato?

No, allora vi accontento subito…

La Pappa al Pomodoro“.

Piatto di estrazione contadina, ma riproposto in molti ristoranti da Chef pretigiosi.

Punti fermi sui quali non si transige, la vera pappa col pomodoro, si prepara usando pane toscano (quindi non salato) e olio extravergine di oliva (Toscano).

Deliziosa, se gustata fredda come ho avuto modo di fare io, ma altrettanto calda, come ho intenzione di preparare prossimamente.

Quindi divertitevi, non mi resta che segnalarvi la ricetta:

Apicius-Firenze -Internation School of Hospitality

…e augurarvi un Buon weekend!

Viva la pa-pa-pappa
Col po-po-po-po-po-po-pomodoro

…Ragion per cui affamati
Abbiamo combatutto
Perciò “buon appetito“…

 

Back from Holland

25 May

Ciao a tutti, miei lettori golosi ed impazienti di leggere le mie ultime novità!

Di ritorno dalla terra dei tulipani, posso dirvi: che Paese meraviglioso e sorprendente è l’Olanda! Ordinata, colorata, quasi idilliaca con le mucche che pascolano nei polder, i cigni in volo e le anatre che nuotano pacifiche nei canali. La sua cucina però non brilla certo tra quelle più rinomate, ma qualcosa degno di nota esiste. La lingua può essere un ostacolo ma quasi tutti parlano l’inglese, disponibili e cordiali. Se vi capita di consultare un menù in olandese, senza nessun ‘sottotitolo’ ad illuminarvi, chiedetene uno in inglese, mentre se amate il rischio…beh, allora buttatevi! Ecco quello che si può trovare:

In una bakkerij (forneria) ben fornita, si ha l’imbarazzo della scelta per le diverse varietà di pane squisito e di ogni forma, dal pane bianco in cassetta, ai panini al latte o coi semini, dalla pagnotta di farina integrale che, a richiesta, viene tagliata a fette e dura anche una settimana. Poi, oltre a tanti tipi di ciambelle da caffè (kaffekoekje) con uvetta, glassa e mandorle a filetti, si trova la celebre torta di mele (appeltaart) la cui ricetta è conservata gelosamente ed esiste in infinite interpretazioni personali, gustata in ogni locale con panna montata. Nel reparto del salato si trovano involtini di pasta sfoglia (broodjes) con wurstel e crauti agrodolci, molto gradevoli; oppure con wurstel al curry (quest’ultimo non troppo apprezzato)… , crocchette (kroketten) ed altre invitanti varianti.

Le zuppe sono ottime e se ne trovano per tutti i gusti. Quella che ho assaggiato è stata la zuppa di funghi (champignonsoep); vellutata e densa: preparata con un roux di burro e farina, allungata con brodo, in pratica una besciamella. Sostanziosa, caldissima e molto saporita, accompagnata a scelta da crostini di pane all’aglio o aneto fresco. Esistono altri tipi di zuppe, i più diffusi ad esempio, sono quella di pomodoro (tomaatsoep) o di piselli (erwtensoep).

Nel reparto frigo del supermercato, oltre alle famose varietà di formaggi Edam e Gouda, dalla pasta compatta e dal sapore di latte, con variante al peperoncino o crauti, affumicati (rook) o stagionati; si trova ogni tipo di wurstel (worst), intero o affettato, bianco, affumicato o piccante…

 Le verdure sono ottime, dalle patate ai porri, dai piselli ai fagioli, dagli asparagi bianchi – si possono ammirare coltivazioni estese di questi prelibati ortaggi – con i quali si cucinano numerosi piatti (tra cui la aspergesoep), alle rape, poi fagiolini, molto simili alle nostre taccole ma più stretti ed infine, il cavolo rosso per interessanti preparazioni agrodolci.

Si friggono pesce e patatine ad ogni angolo di strada (gebakken), l’odore è talmente intenso e diffuso da diventare nauseante! In un piccolo ristorante tipico sul porticciolo di Volendam abbiamo provato merluzzo fritto croccante e delizioso, non unto, così come non erano unte le favolose patatine fritte, tagliate spesse a bastoncino che fungono da contorno ad ogni pietanza; poi uno spiedino di pollo marinato in salsa aromatica, con salsa di arachidi, cipolle e patatine fritte.

Gli amanti del pesce potranno trovare aringhe crude, marinate, arrostite; brodo di anguille, marinate o affumicate sotto forma di polpettine al forno…ma questo non è stato il nostro caso, non amando in modo particolare queste pietanze.

Gli Olandesi sono golosissimi, amano molto il cioccolato ma soprattutto la liquirizia salata, per la quale impazziscono; per la colazione sono diffuse frittelle (pannenkoeken) molto simili alle pancakes americane, poi cialde sottili e croccanti (wafels), ripiene di caramello da appoggiare sopra la tazza fumante di tè o caffè, oppure messe qualche istante nel forno a microonde per un’esperienza peccaminosa e ad alto tasso glicemico. Come dimenticare i biscotti di pastafrolla burrosissimi (sprits)? Perfetti con il tè delle cinque.

 Da bere, naturalmente birra Heineken (chissà perchè, più buona sul posto…), ma anche ottimo succo di ribes, gradevolmente acidulo.

Non vi è venuta voglia di fare un viaggetto?

Happy Wednesday!

Un saluto dalla vostra Dama

 

La Dama on the road racconta…

13 Apr

Buona giornata a tutti voi, miei appassionati lettori!

Dopo un weekend on the road piuttosto intenso con tappa San Marino, Arezzo e provincia, con giro extra nella zona del Chianti, se avrete l’occasione di visitare la Toscana o se abitate nei dintorni, vi consiglio un ottimo ristorante nella Valtiberina, in quella splendida località che è Anghiari. Posto proprio all’inizio della lunga strada in discesa che divide il paese a metà e che si affaccia sulla piana verso San Sepolcro, c’è La Nena con tipica cucina toscana. Il locale fa parte del circuito della Strada dei Sapori e si distingue per l’ interno intimo e ben curato, con fiori freschi di stagione ai tavoli, candele accese, tovaglie di cotone immacolate, stoviglie artistiche, personale capace e cordiale: insomma, un’ambientazione semplice ma nel contempo chic e casalinga. Le pietanze sono preparate con sapienza usando solo ingredienti freschi ed è difficile scegliere dal menù, data la grande varietà di piatti proposta.

Per toglierci dall’imbarazzo, abbiamo optato per il Menù dell’Aretino. Come è d’abitudine, abbiamo scelto ognuno un primo ed un secondo diversi per poter assaggiare più piatti e scambiarceli ma la cameriera, gentilissima, ha portato una mezza porzione dei secondi ad entrambi. Ecco cosa abbiamo ordinato:

Minestra di pane con cipollotto fresco da affettare, servito a parte con cui guarnire la zuppa (minestra composta da pane toscano inzuppato di brodo, patate, fagioli cannellini, cavolo nero)

Bringoli con sugo scappato della Nena (spaghettoni al ragù leggero di verdure – carote, sedano, cipolla – e pochissima carne)

Salsiccia con fagioli cannellini all’uccelletto (salsiccia toscana dalle dimensioni ridotte e dalla consistenza morbida ma non troppo, dal sapore deciso)

Sformato di selvaggina con tartufo nero affettato fresco (uno sformato finissimo della consistenza di un soufflè, dal sapore celestiale!)

Selezione di pecorini, da freschi a stagionati, accompagnati da fave fresche condite con un filo d’olio, fettine di pera e miele di castagno.

Due calici di vino rosso ‘al bicchiere’, acqua naturale, un dolce, un caffè con grappa…Spesa totale: 60.00 €. Non male, vero?

Le porzioni sono molto abbondanti ma in diversi ristoranti toscani è possibile chiedere la mezza porzione!

Essendo il tempo limitato, non abbiamo potuto assaggiare tutto quello che avremmo desiderato…

Ulteriori informazioni:

La Nena

Corso Matteotti, 10/14

52031 Anghiari (Arezzo)

Tel.: 0575.789491

www.ristorantenena.it

nena@anghiari.it

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Happy Wednesday!

La vostra Dama

 

Minetrone alla Genovese: Garibaldi buongustaio

08 Mar

Ciao a tutte e anche se con un po’ di ritardo “Buona festa della Donna”…;)

Oggi Vi propongo una ricetta, che ho letto da qualche parte un po’ di tempo fa’ , essere molto amata da un buongustaio,  per l’esattezza Garibaldi che a quano dicono i ben informati avesse tra i suoi piatti preferiti Il Minestrone…che imparo’ ad apprezzare in particolare nella sua versione Genovese come quella che Vi propongo qui, (con l’aggiunta di pesto), dal genero Stefano Canzio, marito di sua figlia Teresita   … non dimentichiamo amava molte ricette della costa ligure da cui provenivano i suoi genitori, oltre a ricette nizzarde …

Ingredienti:

gr 250 patata pelata, zucchina gr 120, cipolla, porro, pisell sgranati gr 70, sedano, carota,grana grattug. gr 40, pecorino sardo gr 20, pinoli 20 gr, foglie di basilico, aglio, olio, sale, pasta (“ditalini”, anche se qualche volta ad essere sincero uso i “tubetti”) gr 150

Per 6 persone  tempo: circa 1 ora

In una casseruola soffriggete con poco olio, il sedano, cipolla e carota, unite la patata, tutto tagliato a dadini, poi i piselli e il resto delle verdure.

agiungere 2 litri di acqua, salate, cuocete per 50 min

Unite la pasta dopo 40 minuti circa al minestrone.

Frullate il basilico,insieme con pinoli, aglio (non troppo),olio, mescolate il pesto con grana e pecorino, assaggiate e unite al minestrone 10 minuti prima che termini la cottura.

Buon appetito!

In onore di Garibaldi…. buongustaio!!

 

Il Packaging e il brick spicchi di frutta “Jooze”

25 Feb
Buongiorno,
un argomento molto interessante che mi affascina da sempre e’ il packaging…Quindi iniziero’ con questo primo post, a cui seguiranno altri… visto che il mondo del packaging e’ in continua e creativa evoluzione…
“Packaging is ultimately a marketing function, it is the final marketing message your customers will see before purchasing your product”. (“Peter Drucker, the leading business thinker of the 20th century”), “He said that business has two functions – marketing and innovation”…

In Australia la tendenza ormai è ben definita: puntare su un packaging innovativo per aumentare le vendite, soprattutto quando si punta a mercati vicini alle tematiche ambientaliste come quello canadese.

A questo proposito, tra le mille idee innovative che nascono in questo settore, mi ha molto incuriosito una proposta che arriva dal Giappone, un’ idea realizzata da uno studente /designer giapponese di nome Yunyeen Yong, che arriva in realta’ direttamente dall’Australia, ideatore di un contenitore per succhi di frutta originale…insomma non le solite confezioni tristi che vediamo nei nostri supermercati ma dei veri e propri brick che invogliano al consumo e ti entusiasmano al sorseggio….  Le confezioni riproducono gli spicchi d frutta, ognuna differente a seconda della frutta che e’ contenuta all’interno.
Il nome del prodotto e’ “Jooze”, il contenitore e’ rettangolare e dai colori molto vivaci, tutto in materiale riciclabile per la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto dell’ecologia.

L’idea decisamente interessante sara’ utile anche per invogliare i bambini a bere prodotti naturali, visto che e’ molto attraente dal punto di vista della forma e del colore… quindi i piu’ esperti sono sicuri che il prodotto avra’ un enorme successo e che il giovane designer verra’ sicuramente contattato per la realizzazione di questo progetto.
A me l’idea piace molto, e Voi che ne dite?
 

Coltelli dal Sol Levante

16 Feb

Buongiorno, miei lettori golosi!

Adoro la verdura in tutte le sue forme: cruda, cotta, mescolata in insalata in quantità industriali e così, mi sono procurata un coltello ad hoc, solo per quello scopo: un coltello in ceramica. Era da tempo che ne desideravo uno! Una carissima amica chef giapponese li aveva regalati alle cuoche di casa qualche anno fa, quando non erano ancora molto diffusi: li guardavamo con grande meraviglia e un pizzico di timore… per fortuna nessuno si è mai tagliato! Mia mamma usa il suo e lo conserva con grande attenzione: dopo anni di utilizzo è tuttora perfetto come il primo giorno.

Come è possibile che un materiale come la ceramica possa essere utilizzato per dei coltelli?

Questi geniali strumenti di lavoro che uniscono utilità ed estetica, originariamente concepiti per cuochi professionisti ed in seguito disponibili per appassionati, nascono in Giappone, ed il più noto è il Kyocera, ovvero, ceramica made in Kyoto, con lama ISHI BA. Questa è una lama durissima, realizzata utilizzando lo zirconio (minerale simile all’ossidiana e alla selce) con l’aggiunta di magnesio, calcio e silicio che servono da collante durante il processo di solidificazione a temperature comprese tra i 1500/1750 gradi al fine di renderlo elastico e robusto.

La reperibilità di questi prodotti è aumentata rispetto al passato, quindi oggigiorno si trovano più facilmente nei negozi di casalinghi ed anche on-line, ne esistono di diversi modelli e marche, con prezzi ormai accessibili a tutte le tasche. Qualsiasi cifra vogliate spendere, sappiate che saranno denari ben investiti!

Questi coltelli, adatti per frutta, verdura, carne e pesce, assicurano un taglio preciso e pulito, sono antiaderenti, non arrugginiscono, non ossidano gli alimenti e non ne assorbono odore e sapore, sono leggerissimi e per pulirli basta passarli sotto l’acqua. Un coltello di grandezza media per uso generico e casalingo è estremamente versatile, non necessita di affilature: rimarrà affilato per l’eternità! Inoltre permetterà di ottenere delle fette molto sottili, ideali per numerose preparazioni. Personalmente, anche se si può farne a meno, preferisco asciugare il mio coltello per poi riporlo separatamente evitando che, a contatto con gli altri utensili, la lama si possa rovinare.

Nel caso di rottura della punta o estrema usura del tagliente del coltello, è comunque possibile sottoporlo ad affilatura o riparazione.

Consigli d’uso:

E’ consigliabile utilizzarlo su taglieri di legno o nylon, lavarlo a mano, non utilizzarlo come leva o per pulire, raschiare o grattugiare cibi. Non utilizzarlo per tagliare cibi surgelati, ossa o diliscare il pesce. Non sottoporlo a torsione e non farlo cadere. L’unico svantaggio a mio parere è che bisogna prestare massima attenzione alla manipolazione del coltello: è affilatissimo e se cade, appunto…si rompe. Se la lama dovesse macchiarsi (ad esempio, tagliando i carciofi), sarà sufficiente passare una fettina di limone oppure qualche goccia di candeggina e risciacquare.

Una volta che vi abituerete ad usare questo strumento, vi sembrerà che i coltelli tradizionali in acciaio non taglino a dovere, anche se ben affilati. Provare per credere!

Happy Wednesday!

Un saluto dalla vostra Dama

 

Alla Dama piace…un film

02 Feb

Buongiorno miei golosi cinefili!

Oggi voglio condividere con voi una delle mie pellicole preferite che, naturalmente, parla di cibo.

Sono rimasta catturata da questo film fin dalle prime immagini che mi hanno letteralmente stregata per la loro bellezza estetica. La telecamera segue con attenzione le mani velocissime ed esperte di un cuoco cinese alle prese con le pietanze della cucina tradizionale, la gestualità di quelle mani industriose ed abili cattura lo spettatore come un incantesimo ipnotico poi lo fa soffermare sulle fotografie, le stoviglie, gli utensili amati che sanno di quotidianità e che già raccontano la vita.

I protagonisti sono un padre vedovo energico e vitale, Maestro Chu, celebre cuoco di Taipei in pensione che spesso è chiamato a risolvere emergenze nel ristorante dell’amico Maestro Wen, e delle sue tre figlie filo occidentali, che vivono con lui per non lasciarlo solo: Jia-Jen l’insegnante di chimica tutta canto e religione, vittima di scherzi da parte degli studenti ed innamorata del professore di ginnastica, Jia-Chien donna in carriera votata al lavoro in un’azienda di aerotrasporti internazionali, ha incontri appassionati con l’ex marito e sarà vittima di una truffa immobiliare. Cuoca esperta e legata alle tradizioni, è l’unica ad aver ereditato l’abilità innata del padre. Jia-Ning, la terza figlia, è una studentessa che lavora part time in un fast food, e aiuta l’amica del cuore a sbarazzarsi di un ragazzo ma finirà per innamorarsi di lui, ricambiata.

E’ domenica ed è imperativo riunirsi attorno al tavolo per stare insieme ma la difficoltà di comunicazione mette a disagio i commensali. Le tre sorelle presenziano mal volentieri a questa tortura e svogliatamente assaggiano le portate che sono un trionfo per i sensi ma troppe ed abbondanti, mentre il papà sembra sempre distratto. Si dimentica alcuni ingredienti, sta perdendo il gusto e le figlie sono preoccupate per lui. Le pietanze assumono in questo film un significato metaforico che funge da ponte per sopperire alla difficoltà di comunicazione e alle differenze tra le generazioni, in bilico tra modernità e tradizione, tra i ritmi frenetici della città e la tranquillità di un quartiere residenziale.

I mesi trascorrono e le pietanze sono in accordo con le stagioni: vediamo passare zuppe fumanti ed aromatiche di zenzero, verdure e frutta intagliate, pesci speziati, zuppa di melone bianco, germogli di piselli in salsa d’anatra, anatra laccata, costolette agrodolci, cervo al vapore, ravioli ripieni di granchio… Avrei voluto assaggiare tutto e direttamente dallo schermo!

Dal finale inaspettato e frizzante, punteggiata da sapienti colpi di scena, la trama dal sapore agrodolce si dipana raccontando le vite dei quattro protagonisti con i piccoli screzi e le incomprensioni quotidiani infine risolti. E’ finemente articolata e possiede un ritmo che non stanca mai, i sentimenti si sviluppano in un clima famigliare ed intimo con profondità e delicatezza, l’amore e di legami sono cementati dal cibo, mentre ogni cosa fa il suo corso con naturalezza cambiando il destino dei protagonisti le cui trame si intrecciano l’una all’altra in un susseguirsi graduale di avvenimenti travolgenti ed inaspettati come la vita stessa.

 ”Mangiare, bere, uomo, donna. Cibo e sesso. Desideri fondamentali dell’Uomo…non se ne può fare a meno…ma è tutto qui? Questa me la chiami vita tu?”

Regista: Ang Lee

Titolo Originale: Yin shi nan nu

Cast: sihung Lung, Kwei-Mei Yang, Chien-Lien Wu

USA/Taiwan: 1994

Durata: 119 minuti

 

http://www.youtube.com/watch?v=XrNlK9d7LI8&feature=related

Dallo stesso regista:

(2009) Taking Woodstock
(2007) Lussuria – Seduzione e tradimento
(2005) I segreti di Brokeback Mountain
(2003) Hulk
(2001) Chosen
(2000) La tigre e il dragone
(1999) Cavalcando con il diavolo
(1997) Tempesta di ghiaccio
(1995) Ragione e sentimento
(1994) Mangiare bere uomo donna
(1993) Il banchetto di nozze
(1992) Tui shou

Happy Wednesday!

La vostra Dama